Recinzioni in spiaggia, balneatori Vasto: «è il giusto compromesso»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2015

VASTO. «L’emendamento presentato in Consiglio Regionale dai consiglieri Menna, Tagliente e Terra ha consentito di realizzare un compromesso tra balneatori e turisti».

Ne è certa l'associazione “Lidi vastesi” che contesta il mare di polemiche mosse nei giorni scorsi contro il provvedimento approvato, non senza strascichi polemici, dal Consiglio regionale.
E' stata infatti introdotta la nuova normativa che consente la delimitazione delle sole strutture balneari con recinzioni, garantendo il libero e gratuito accesso alla battigia.
I contestatori, secondo l'associazione, partirebbero da una «premessa errata» ovvero quella che i concessionari ritengono la spiaggia proprietà privata.
Ma da Vasto assicurano: «la spiaggia ed il mare sono beni di tutti e non intendiamo affatto trattarli come proprietà privata. Noi non impediamo alla collettività il libero accesso e ci impegniamo, quotidianamente e come sempre, a presentare la spiaggia più decorosa, vivibile, pulita, servita, ordinata, per renderla sempre più turisticamente appetibile in un'ottica di sviluppo e di miglioramento dei servizi».
I concessionari balneari si dicono pronti a rispettare il dettato normativo statale e regionale garantendo, pur in presenza delle recinzioni protettive, il libero e gratuito accesso alla spiaggia tutti i giorni dell'anno «ad esclusione delle ore notturne».
«La presenza delle recinzioni infatti», spiegano, «non rappresenta una limitazione al godimento del bene demaniale ma risponde invece ad un'ottica di sicurezza, di tutela delle strutture balneari e di rispetto del decoro, della pulizia e della sicurezza sanitaria richieste costantemente dall'utenza turistica e di cui il concessionario risulta unico responsabile».
I ripetuti e costanti danneggiamenti, gli atti di vandalismo, i furti denunciati più volte alle autorità di pubblica sicurezza, unitamente a quello che gli imprenditori del settore definiscono «scenario degradante ed inqualificabile sul piano della sicurezza sanitaria» ha fatto il resto.
Gli imprenditori turistici di Vasto dell'associazione Lidi Vastesi attaccano il Comune per
«le mancanze, i ritardi, il lassismo, l'incapacità progettuale e la mediocre attenzione con cui ha trattato le richieste delle imprese balneari che sono pilastro essenziale del comparto turistico vastese».
I balneatori denunciano anche «l'inconsistenza delle iniziative politiche a favore del turismo poste in essere dalla Amministrazione Lapenna-Forte, che sta usando subdolamente il demagogico problema delle recinzioni per nascondere le pesanti lacune progettuali in ambito turistico».
«Basti pensare», continuano, «che ad oggi, non sono state ancora risolte le gravi emergenze ambientali legate agli scarichi a mare su tutto il litorale vastese, le indecenti insufficienze strutturali degli impianti fognari della Marina che la rendono un pantano ad ogni scroscio di pioggia, il problema di Fosso Marino, unitamente all'assenza di una strategia di marketing per la conquista di fette di mercato nazionale ed internazionale a cui Vasto può oggettivamente aspirare».
28/06/10 11.26

NO RETI: «LIBERTA' E RECINZIONI: CHE OSSIMORO»

«La costernazione è il primo sentimento provato a reazione delle parole del consorzio "Lidi vastesi"», replica il gruppo [url=http://www.facebook.com/pages/No-Reti-Contro-le-recinzioni-sulle-spiagge-in-Abruzzo/103473959705076?ref=ts]No Reti[/url] . «Il presidente del consorzio è infatti Rino Pomponio, che si è visto bocciare presso il Tar la sua istanza a mantenere le recinzioni in spiaggia. In quella sede era difeso da Tagliente, in seguito promotore dell'emendamento salva-recinzioni (guarda un po' il caso, alle volte...). E' comprensibile, perciò, una certa insofferenza al disgusto degli abruzzesi, e nel caso specifico dei vastesi, al provvedimento che porta la firma di Tagliente e Menna (e, chissà se anche il voto segreto di Prospero)».
Mettere insieme i termini "recinzioni" e "libertà" per il gruppo che si batte contro le recinzioni «crea un ossimoro evidente a chiunque, tranne che ai consorziati "Lidi vastesi", che usano quelle due parole con imbarazzante disinvoltura».
«Chi ha tempo e voglia, spieghi a questi signori che è proprio questa "regolamentazione del godimento" di un bene pubblico qual è la spiaggia, fatta secondo una volontà, un uso ed un consumo privati, che i cittadini abruzzesi e vastesi contestano. Non è un concetto difficile da recepire. Ma certo comprendiamo le difficoltà di chi è abituato a ragionare privatisticamente anche in merito ai beni collettivi».
28/06/10 13.27