Riviera Pescara, «stop alla kasbah». Mascia dichiara guerra agli ambulanti

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Stop alle bancarelle sull’intera riviera di Pescara, dal confine con Montesilvano sino al confine con Francavilla al Mare.



A partire da oggi sarà vietata la vendita di qualunque tipo di merce, dalle borse, ai braccialetti ai cappellini.
A garantire il rispetto del provvedimento saranno tre squadre della Polizia municipale, di cui una in borghese, che pattuglieranno il lungomare sino all'alba, multando gli eventuali ambulanti sorpresi sul posto nonostante il provvedimento e sequestrando merce e attrezzature, compresi eventuali furgoncini.
«Solo sul marciapiede lato monte», ha spiegato l'assessore al Commercio Stefano Cardelli, «abbiamo autorizzato per tre mesi 10 venditori di merce stagionale, ossia cocomeri, meloni e granite, otto sulla riviera nord, 2 su quella sud, mentre spariranno i furgoni di panini e hamburger, soprattutto nell'area situata all'altezza dello stabilimento La Lampara, dove lo scorso anno la presenza dei mezzi ha creato evidenti problemi di viabilità e ordine pubblico, indipendenti dai gestori dei locali».

«Negli ultimi anni – ha detto il sindaco Albore Mascia – più volte abbiamo denunciato l'aspetto poco decoroso assunto dal nostro lungomare, simile a una sorta di kasbah, con bancarelle improvvisate, tappeti stesi a terra con borse, cappelli, portafogli, braccialetti e mercanzia di ogni genere, compresa la cottura del granturco sul marciapiede. Una situazione di degrado inspiegabile per una città come Pescara, in cui la vocazione turistico-commerciale rappresenta una delle nostre ricchezze».
La Polizia municipale ha predisposto ben tre diverse squadre addette alle verifiche sugli ambulanti e su tutte le attività commerciali: al classico Nucleo commercio si è aggiunta una squadra guidata dal tenente colonnello Attilio Gallo, che si occupa in maniera specifica della prevenzione contro gli abusivi, dalle 20 alle 24, e poi una terza squadra, coordinata dal maggiore Danilo Palestini, una squadra di agenti in borghese che lo scorso fine settimana ha portato a termine una prima ondata di sequestri.
E tali squadre saranno operative anche nei prossimi giorni, in modo serrato, per garantire il rispetto dell'ordinanza e la tolleranza zero.
«La nostra non è una battaglia contro una categoria di operatori», ha detto Cardelli, «ma è la necessità di riportare ordine lungo il nostro litorale, dopo anni di abbandono e di indifferenza».

RIVIERA SUD, FIBA-CONFESERCENTI: «MALCONTENTO FRA LE IMPRESE»

Per quanto riguarda la riviera sud è il Fiba Confesercenti a muovere delle critiche.
«La scelta di concentrare in poche decine di metri di lungomare sud il luna-park e la sagra del pesce sta creando problemi e malcontento fra le imprese balneari, con il risultato che anziché produrre vantaggi, questa concentrazione ha sottratto centinaia di posti auto disponibili, creato una concorrenza sleale alle attività di ristorazione degli stabilimenti che investono da anni sul territorio e aumentato il traffico con difficoltà anche per i pedoni».
«L'organizzazione di eventi deve portare beneficio alle imprese» sottolinea la Fiba, «ma non si può comprimere un territorio fino a farlo scoppiare. Sul lungomare sud ci sono imprese balneari che investono e non possono ritrovarsi una concorrenza così sfacciata proprio di fronte ai loro ristoranti. Occorre riprogrammare subito le attività in modo da non peggiorare la situazione con un lungomare di serie A e uno di serie B».

26/06/2010 10.28