Pedaggio Asse attrezzato. Anas:«cerchiamo di capire come attuare provvedimento»

Alessandro Biancardi

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Pedaggio Asse attrezzato. Anas:«cerchiamo di capire come attuare provvedimento»
ABRUZZO. «L’Anas sta aspettando il decreto attuativo del provvedimento del governo. Al momento non possiamo dire nulla perché nulla ci è stato comunicato».
Dalla sede romana della società che gestisce le strade italiane è solo questa l'informazione che trapela ufficialmente.
Buio pesto, quindi, sull'ipotesi prevista dal Decreto del consiglio dei ministri sull'iniziativa di far pagare il pedaggio su 22 tratti di strade e raccordi gestiti dall'Anas per fare cassa e tra queste anche l'asse attrezzato Pescara-Chieti.
Informazione precise e dettagliate non ce ne sono, mentre cresce la battaglia politica sulla ennesima iniziativa che fa ricadere sugli utenti finali la cattiva gestione della cosa pubblica.
La certezza è che anche il tratto abruzzese è inserito nella lista che il decreto prevede come prossimo tratto a pagamento.
Le incertezze tuttavia sono molte di più e riguardano le modalità di attuazione, i costi, i ricavi, le tariffe, i tempi.
Nel decreto attuativo sarà possibile avere le risposte a tutte queste domande ma non arriverà prima della metà di luglio. Nel frattempo che si fa?
Probabilmente nulla, si attende e si lavorerà sottotraccia per evitare che il tratto di strada abruzzese (appena 17 chilometri con oltre una decina di uscite) venga chiuso alla libera e gratuita circolazione.
D'altro canto il centrodestra si gioca la sua credibilità e probabilmente anche le prossime elezioni perché i cittadini dell'area metropolitana, già avvelenati dal traffico, non dimenticheranno molto facilmente il probabile peggioramento delle condizioni di vita ed il nuovo salasso che colpirà soprattutto pendolari e lavoratori che non potranno in alternativa percorrere i tratti di strada, come la Tiburtina, per ragioni di tempi.
Insomma sembrerebbe che alcuni esponenti del Pdl si stiano dando da fare affinchè proprio l'asse attrezzato venga escluso dal decreto attuativo. Per il momento però anche su questo versante non vi sono certezze e si spera nel potere persuasivo degli amministratori locali.
Eppure basterebbero poche argomentazioni per riportare la tranquillità e allontanare definitivamente lo spettro dell'odioso pedaggio.
Per esempio, il tratto è troppo breve per poterci “lucrare”. Bisognerebbe costruire molti caselli e tutto questo ha un indubbio costo, forse troppo elevato rispetto ai ricavi.
La tariffa comunque non potrebbe superare la soglia che oscilla tra 1 e 2 euro con un costo maggiore per i mezzi pesanti.
Un tratto così breve e in proporzione così poco affollato (pensiamo per esempio al raccordo Anulare di Roma) potrebbe davvero risultare poco appetibile per gli scopi del governo.
E anche vero che si starebbero pensando soluzioni alternative alla costruzione dei caselli per inserire comunque il pedaggio ma abbattendo notevolmente i costi ma pare che al momento dal cilindro non sia stato tirato fuori ancora nulla.
Di sicuro i tempi si allungano: bisognerà attendere intanto i 25 giorni per conoscere il contenuto del decreto attuativo, poi ci sarà una fase transitoria che dall'Anas fanno capire chiaramente che sarà molto più lunga di quella che si poteva pensare nei primi momenti.
Infine ci saranno i lavori di adeguamento e solo dopo scatteranno i pedaggi che realisticamente non dovrebbero scattare (sempre per i tratti attualmente gratuiti) prima del 2011.
Di sicuro l'intera area metropolitana non aveva bisogno di questa nuova tegola tra capo e collo.

26/06/2010 9.16

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