Evasione fiscale, guai per Siffredi che si difende: «colpa del Comune di Ortona»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

3781

Evasione fiscale, guai per Siffredi che si difende: «colpa del Comune di Ortona»
ORTONA. Si fanno seri i guai per Rocco Tano, in arte Rocco Siffredi, il pornoattore ortonese che avrebbe evaso per anni il pagamento di ingenti somme di tributi. Le fiamme gialle hanno concluso una articolata indagine nei suoi confronti terminata con cifre che si avvicinano molto ad una maxievasione fiscale.
Dagli anni 2002 al 2005 Tano non avrebbe mai presentato la dichiarazione dei redditi pur lavorando a pieno ritmo davanti e dietro la macchina da presa, come era già trapelato [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=22376]nei mesi scorsi[/url] .
Secondo la guardia di finanza avrebbe sottratto al fisco una cifra di poco inferiore ai 2 milioni di euro oltre all'Iva (per quasi 400mila euro).
Secondo gli inquirenti il porno attore avrebbe trasferito fittiziamente la propria residenza e sede legale della società all'estero, eludono completamente o parzialmente il pagamento delle imposte, derivanti da ingenti redditi da lavoro autonomo e di impresa.
Ma quella di Tano non è una storia isolata, infatti, ad oggi, sono già 3 i filoni investigativi conclusi e precisamente quelli scoperti nel territorio ortonese, vastese e lancianese.
La tenenza di Ortona della Finanza, nello specifico si è occupata di Rocco Tano, che avrebbe costituito comunque in Abruzzo «il centro dei propri interessi».
In sostanza, hanno spiegato gli investigatori, la complessa forma di evasione, che ha riguardato gli anni dal 2002 al 2005, sarebbe stata attuata mediante simulazione di negozi giuridici, posti in essere attraverso l'interposizione fittizia di terzi soggetti di diritto ungherese, apparentemente effettivi ed unici beneficiari dei compensi finanziari, di fatto riconducibile all'imprenditore cinematografico – risultando dunque evasore totale.
A suo carico dunque pendono accuse di reato in materia fiscale disciplinate dalla Legge 74/2000,
segnalate all'Autorità Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Chieti.
La Compagnia di Vasto, invece, ha accertato che una società di diritto slovacco operante in Italia e gestita dal socio italiano, era da ricondurre al diritto nazionale italiano, dimostrando che: «la stessa aveva di fatto costituito in Italia una stabile organizzazione occulta ed i ricavi, derivanti dai pagamenti bancari effettuati dai clienti direttamente sul conto corrente della società presso un istituto di credito slovacco, erano stati sottratti all'imposizione del fisco italiano».
La società è risultata sconosciuta alla camera di commercio e dunque non censita all'anagrafe Tributaria e completamente sconosciuta al fisco.
L'attività si è conclusa con l'accertamento di base imponibile sottratta al fisco per oltre 1 milione di euro e di oltre 200 mila euro di evasione all'Iva.
I finanzieri di Lanciano si sono concentrati invece sull'esistenza di operazioni commerciali realizzate da una società operante nello smaltimento di rifiuti speciali che permettevano di originare dal nulla ingenti crediti Iva attraverso l'emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Si creava, così, un indebito vantaggio fiscale a danno del fisco italiano.
Le fatture false erano emesse nei confronti di società in Italia ed all'estero, gestite dallo stesso sodalizio Criminale.
Lo schema negoziale era quello dell'associazione in partecipazione.
L'attività si è conclusa con la scoperta di violazione all'Iva per fatture false, per oltre 1,6 milioni di
euro e la denuncia all'autorità giudiziaria di 2 persone per reati di natura fiscale.
Complessivamente le tre verifiche hanno permesso di accertare circa 4 milioni di euro di base imponibile sottratta, circa 2 milioni di Iva dovuta e non versata all'erario, 4 sono state le persone denunciate.
Nei confronti di tutti i soggetti economici sono state avanzate proposte per l'applicazione di misure cautelari e di sequestro per equivalente.

SIFFREDI: «COLPA DEL COMUNE DI ORTONA

«Non sono un evasore fiscale né ho residenza fittizia all'estero». Rocco Siffredi si difende dalle accuse di evasione fiscale che discendono dagli ultimi accertamenti della Guardia di finanza. E dà la sua versione dei fatti.
«Dal 1997 vivo in Ungheria e sono residente lì. I miei bambini vanno a scuola a Budapest - spiega -. Ma il Comune di Ortona ci ha messo 4 anni a trasferire la residenza. Quindi mi sono ritrovato ad avere una doppia residenza, senza neppure rendermene conto. Il Comune di Ortona ha fatto anche un certificato retroattivo, con tanto di scuse, ma non è servito».
Siffredi spiega inoltre di aver già firmato un accordo con l'Agenzia delle Entrate, versando le somme dovute per il 2002 e il 2003.
«L'ho fatto per quieto vivere, perché voglio poter tornare in Italia, a Ortona, il mio paese, a testa alta e quando voglio. E salderò quello che devo anche per il 2004 e il 2005, c'é già un accordo. Ma non perché sono un evasore. L'unico errore che ho fatto, probabilmente, è non fare tutte le verifiche e fidarmi di alcuni consigli sbagliati».
24/06/2010 13.03

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK