Villa Pini in vendita, esplode la spesa sanitaria per la mobilità passiva

Alessandro Biancardi

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Villa Pini in vendita, esplode la spesa sanitaria per la mobilità passiva
CHIETI. Una delle settimane più intense dell'esercizio provvisorio di Villa Pini si concluderà con la decisione di convocare nei prossimi giorni il Comitato dei creditori: in questa sede il curatore relazionerà sulle ultime novità e sulle iniziative intraprese in accordo con il giudice fallimentare.
Tra queste la formalizzazione della gara per la vendita della Clinica, la valutazione precisa e documentata della Ernst & Young (è confermata una cifra che si avvicina ai 40 milioni di euro), lo stato dell'arte nei rapporti con la Regione (il riferimento è ai contratti per le convenzioni fino alla fine del 2010), le prospettive occupazionali oltre la cassa integrazione, i tempi dell'ormai prossima ripresa a pieno regime delle attività sanitarie.
Proprio su questo argomento e con riferimento alle prestazioni extrabudget per la mobilità passiva ieri pomeriggio alla Regione c'è stato un incontro convocato dal sub commissario Giovanna Baraldi, con la presenza dell'ospedalità privata.
Si trattava di concordare un piano per consentire alle cliniche l'accesso a fondi esistenti per erogare prestazioni che dovrebbero andare ad evitare la mobilità passiva extra regionale. Il ragionamento della Regione è semplice: oggi l'Abruzzo paga alle altre Regioni tariffe senz'altro più esose rispetto a quelle che possono praticare le cliniche abruzzesi. Tanto vale, con reciproca soddisfazione, consentire ai malati di curarsi in Abruzzo a costi inferiori per le casse regionali e facendo contenti gli imprenditori della sanità privata.

AUMENTO DELLA SPESA PER LA MOBILITÀ

Sembrerebbe un favore alle cliniche private, ma in realtà di fatto il piacere alla Regione lo fanno proprio le cliniche che comunque andranno ad incassare ben oltre i 23 milioni di euro contrattati, addirittura fino al raddoppio.
«Infatti mentre nel 2006 il saldo tra mobilità passiva e attiva era di circa 6 milioni a favore dell'Abruzzo – stando almeno ai dati sindacali Cisl – oggi dopo tagli e accorpamenti per il 2009 siamo a circa 60 milioni di euro di passivo che l'Abruzzo paga fuori regione (moltissima parte di questa spesa appartiene alla provincia di Teramo, che ha pochi ospedali e nessuna clinica)».
In pratica l'effetto indotto dalla politica regionale del risparmio è stato un aumento della spesa, al quale aumento si cerca di porre riparo chiedendo alle cliniche di lavorare (e di incassare) di più.
Contenti naturalmente gli imprenditori della sanità privata. Tra questi anche l'esercizio provvisorio, rappresentato dal direttore sanitario Edoardo Romoli, il che è stato quasi un riconoscimento ufficiale della ripresa dell'attività diVilla Pini.
«Sì, stiamo procedendo a buona velocità per la ripresa delle attività assistenziali – conferma il direttore Romoli (nella foto) – abbiamo anche rimesso in funzione tutti i macchinari, è venuto il tecnico per la Risonanza magnetica, abbiamo anche imbiancato gli ambulatori. Manca solo qualche autorizzazione amministrativa, ma possiamo dire che il più è fatto».

VILLA PINI DIMENTICATA DALLA POLITICA, SI MUOVE SOLO LA CURATELA

A proposito del guasto della Risonanza, la cui riparazione è costata 100 mila euro, si era diffusa una voce incontrollata e un pò allarmistica secondo la quale questa spesa imprevista poteva incidere negativamente sul pagamento degli stipendi di maggio.
La voce è stata smentita con grande sollievo dei dipendenti, ai quali è stato spiegato che il costo della riparazione è stato assorbito all'interno del contratto di manutenzione della Rmn che è stato ricontrattato. Quindi nessun allarme stipendi, anche se l'esercizio provvisorio non naviga certo nell'oro fino a quando non riprenderà l'attività sanitaria e fin quando la Regione non tornerà a pagare le prestazioni in convenzione.
Insomma una corsa contro il tempo della curatela, con un'impressione sempre più netta: qualche politico si è distratto dalla vicenda Villa Pini, come se i problemi fossero terminati, ed ha passato il cerino all'esercizio provvisorio che finora ha dimostrato di saper gestire il problema, anche con l'aiuto dei sindacati. Dopo la vendita che succederà?

Sebastiano Calella 24/06/2010 8.56

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