Banda di napoletani arrestati: rubavano e riciclavano auto

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Rubavano auto, per poi riproporle ai legittimi proprietari sotto richiesta di denaro oppure le riducevano in pezzi per poi trasformarle in auto “pulite”, con tanto di documenti regolari. * DROGA. POLIZIOTTO-SPACCIATORE ARRESTATO A TERAMO
I carabinieri del nucleo provinciale di Pescara hanno sgominato una associazione a delinquere ed operato sette ordinanze di custodia cautelare ai danni di personaggi originari della Campania dediti al furto di autovetture soprattutto nelle province di Pescara e di Teramo.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli e tra gli indagati figura anche un minorenne.
I fatti contestati traggono origine da una precedente attività di indagine in materia di traffico di droga conclusasi nel marzo 2009 dai carabinieri di Pescara che dalle intercettazioni hanno potuto apprendere ulteriori notizie relative alla banda sgominata quest'oggi e come operava in mezza Italia.
I presunti capi della banda individuavano le auto da rubare che venivano poi riproposte ai legittimi proprietari -se rintracciabili- attraverso il metodo del cosiddetto “cavallo di ritorno” o in alternativa venivano riciclate attraverso l'eliminazione di pezzi meccanici (come il telaio) o ancora la sostituzione dello stesso con quello di auto incidentate acquistate poco prima.

LE QUATTRO FASI DEL RAGGIRO

Gli inquirenti hanno individuato quattro precise fasi attraverso le quali l'associazione operava.
Nella prima venivano acquistate presso una ditta di Bologna a prezzi vantaggiosi autovetture incidentate che venivano successivamente trasportate a Napoli e custodite in locali nella disponibilità degli altri indagati.
In una seconda fase venivano individuate e trafugate autovetture parcheggiate in strada dello stesso modello di quelle acquistate legalmente.
In una terza fase quella più delicata si provvedeva allo smontaggio completo dei veicoli rubati ed incidentati per poi procedere alla cosiddetta “pezzottata”, cioè al taglio delle parti identificative del mezzo dove per esempio era impresso il numero del telaio in modo che l'autovettura rubata veniva quindi rimontata con l'attribuzione del numero di telaio di quella incidentata.
Una ripulitura perfetta dell'auto rubata che diventava d'incanto quella incidentata e dunque pulita.
Nell'ultima fase venivano poi posti in vendita a prezzo vantaggioso i veicoli falsamente spacciati per autentici grazie anche alla regolare documentazione di circolazione di cui veniva dotato.
Secondo gli inquirenti al vertice dell'organizzazione criminale c'erano Pio Attanasio, 33 anni di Napoli e Francesco Rosario Ruggiero, 26 anni di Ercolano.
Ad un secondo livello sono stati individuati Ciro e Diego Salerno, 24 e 23 anni di Napoli ed ancora un altro minorenne di Ercolano ai quali era delegato il compito di rubare le auto e di riproporle ai legittimi proprietari.
Un ruolo non meno importante secondo la procura avevano anche Giuseppina Ferrante, 31 anni moglie di Attanasio, che era rappresentante legale della società adibita all'ingrosso di auto che veniva fittiziamente utilizzata per copertura delle illecite attività di furto del riciclaggio delle auto.
Della banda faceva anche parte Antonio Domenico Siniscalchi, 24 anni di Pomigliano d'Arco, titolare della ditta che si occupava della compravendita di auto incidentate. Infine tra gli arrestati c'è Ciro Sforza, 33 anni napoletano, anch'egli conosciuto dalle forze dell'ordine quale carrozziere incaricato delle operazioni di smontaggio delle auto oggetto di furto e del rimontaggio dei pezzi ricavati su altri mezzi.

23/06/2010 13.16

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DROGA. POLIZIOTTO-SPACCIATORE ARRESTATO A TERAMO

TERAMO. I carabinieri del reparto operativo provinciale di Teramo hanno arrestato all'alba, tre persone, tra le quali un poliziotto in servizio ad Ancona, per concorso in detenzione a fini di spaccio di stupefacenti.
Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, firmate dal gip del tribunale di Teramo, Marina Tommolini, sono state notificate ad O.P., teramano, agente di polizia, alla convivente A.D. e a uno zingaro di Giulianova, C.S.
Secondo quanto accertato dai militari teramani, che nelle notifiche di questa mattina sono stati supportati dagli agenti della squadra mobile della questura di Teramo, il poliziotto aveva intessuto da oltre tre anni rapporti di scambio dello stupefacente, in particolare cocaina, con l'esponente di una delle famiglie rom della zona.
Lo stesso agente aveva assunto un ruolo di rifornitore di alcuni clienti nel capoluogo, molti dei quali finiti in difficoltà economiche per la dipendenza dalla droga.
I tre sono stati rinchiusi nel carcere di Castrogno a disposizione del magistrato.
23/06/2010 17.17