Titolare azienda agricola denuncia Pnalm, rifiuta indennizzi

Alessandro Biancardi

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GIOIA DEI MARSI. La sua azienda agricola dall'inizio del 2010 ha subito la perdita di una trentina di capi a causa degli attacchi della fauna selvatica.

Malgrado questa situazione l'ente Parco (Pnalm), afferma il titolare, «tenta in ogni modo di aggirare il risarcimento».
I danni sono ingenti ma la situazione sembra ormai essersi arenata.
L'ultimo danno - l'uccisione di 3 vitelli di pura razza marchigiana nella zona di Passo del Diavolo, nel comune di Gioia dei Marsi, da parte dei lupi - la scorsa notte.
«Ho tempestivamente comunicato a mezzo telefono alla direzione del Pnalm l'avvenuto - afferma Orazio Tatangelo -, ma l'ente, nonostante le recenti assunzioni di guardie si rifiuta di effettuare il sopralluogo con sollecitudine ma attende un lasso di tempo sicuramente enorme, e questo a mio parere, al solo fine di far scomparire le tracce dell'avvenuta predazione che nel caso odierno, in presenza di precipitazioni, si può ben immaginare quali resti di sangue possano essere trovati se il luogo non viene visionato con sollecitudine».
«E' da tempo - aggiunge il titolare dell'azienda agricola - che l'Ente Pnalm tenta in ogni modo di aggirare il risarcimento dovuto alla mia azienda per i danni causati dalla fauna selvatica, motivo per il quale nei giorni scorsi mi sono visto costretto a presentare un esposto contro l'ente stesso ed altri per omissione di atti d'ufficio presso il Comando Stazione Forestale di Gioia dei Marsi. La prova di quanto asserito lo dimostra il rifiuto di indennizzare l'uccisione, sempre da parte dei lupi del parco, di un vitello perché predato all'interno di un'area di rimboschimento, senza tenere minimamente conto che l'animale si è portato in detta area perché sospinto dai predatori selvatici».
23/06/10 10.29



PARCO: «NESSUN RITARDO»
«Non vi è stato alcun ritardo nella procedura seguita», replicano dal Parco. Al proposito il Direttore dichiara che «la chiamata dell'allevatore è giunta, come risulta dai registri dell'ufficio di Sorveglianza, alle ore 10.20 di ieri: il sopralluogo di verifica si è svolto alle ore 15.00 dello stesso giorno, come concordato con lo stesso allevatore, in relazione alla disponibilità sul posto di un reparto di guardie. L'accertamento ha permesso di costatare l'avvenuta aggressione, per cui verrà dato corso all'indennizzo. Non vi è da parte del Parco, quindi, alcun tentativo di "far scomparire le tracce dell'aggressione", ma solo una procedura seria e rigorosa di accertamento che verifica se vi siano o meno le condizioni per indennizzare, considerando anche che vengono utilizzati denari pubblici». «Alcune volte - conclude la nota - queste condizioni non esistono, come nel caso del pascolo effettuato dal Tatangelo in un'area di rimboschimento dove pascolare era proibito. Di questo episodio comunque si stanno occupando gli organi competenti».
23/06/10 16.03