Saga, il sindaco Mascia spinge per la copertura del buco del centrosinistra

Alessandro Biancardi

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Saga, il sindaco Mascia spinge per la copertura del buco del centrosinistra
PESCARA. «La ricapitalizzazione della Saga oggi rappresenta il ‘salvavita’ del nostro aeroporto, un atto necessario per garantire la sopravvivenza dello scalo, senza ridurre gli standard di qualità».

Molto prevedibili le parole del sindaco di Pescara Albore Mascia pronunciate ieri in commissione consiliare nella quale si è discusso se e come procedere al finanziamento della società che gestisce l'aeroporto d'Abruzzo.
Come è noto anche questo ente partecipato da altri enti pubblici è in profondo rosso a causa di scelte poco felici della gestione nominata dal centrosinistra.
Ora però dopo un dibattito solo apparentemente composito si è approvata la delibera che fin da subito è apparsa come l'unica possibilità: la ricapitalizzazione.
Solo in un secondo momento, e con molta calma, si procederà a verificare cosa non vada nel Piano Marketing.
Così dopo l'audizione si è passati alla votazione nella seduta di ieri della Commissione consiliare Finanze presieduta da Renato Ranieri.
Delibera approvata con 19 voti a favore, 9 astenuti e 3 contrari, delibera che il prossimo 28 giugno approderà in Consiglio comunale.
Una sceneggiata che ha previsto una sorta di contrapposizione tra le anime interne al Pdl, chi voleva una ricapitalizzazione veloce e senza storie (come il sindaco Mascia) e chi invece voleva cercare di capire il perché delle perdite.
Non c'è stata storia anche perché la Regione - amministrata dal centrodestra - ha già deciso la ricapitalizzazione della sua quota (oltre 3mln) ed il Comune di Pescara certo non poteva decidere diversamente. Anche in questo caso dunque il centrodestra (come per la gestione del servizio idrico) tende a non scoperchiare responsabilità della parte politica avversa.
«La ricostituzione del capitale sociale della Saga da parte del Comune», ha aggiunto il sindaco, «che detiene il 9,24 per cento delle quote, è un passaggio obbligato per determinare il destino dell'aeroporto e garantire il suo futuro, e ovviamente il passaggio tecnico ha generato un vivace dibattito politico mai registrato sino a oggi – ha detto il sindaco Albore Mascia -: mi sembra infatti che Pescara abbia avuto un aeroporto anche dal 2003 al 2009, ma non c'è mai stato un confronto sul suo futuro in Consiglio comunale né in Commissione. Il paradosso è che oggi il centrodestra si trova a dover difendere dinanzi al centrosinistra scelte che appartengono al passato, perché sino a due mesi fa il presidente della Saga si chiamava Vittorio Di Carlo, che non era espressione del centro-destra, lo stesso management della Saga era espressione del governo Del Turco, il rappresentante del Comune di Pescara alla Saga si chiamava Luciano D'Alfonso, ed è dunque chiaro che la situazione difficile dell'aeroporto non si è generata da un anno, o da sei mesi, o da quando io faccio parte del Consiglio d'Amministrazione della Saga, né da quando la Mannetti due mesi fa ha assunto una sorta di commissariamento costruttivo, ma parte dai tempi in cui Enrico Paolini era vicepresidente della Regione Abruzzo e responsabile del Turismo, lo stesso che ‘inventò' il Piano Marketing, lo strumento che viene utilizzato in tutti gli aeroporti al di sotto del milione dei passeggeri, considerata la quota minima di traffico aereo per garantire la capacità di autofinanziamento di uno scalo».
In altre parole il Piano Marketing è la via utilizzata dalla Regione per finanziare e dare risorse alla struttura.
Nel 2000, quando Filippo De Cecco era presidente della Saga – ha ricordato il sindaco Albore Mascia – si fece una riflessione e si decise di rilanciare lo scalo pescarese aprendo le porte a Ryanair e alla stagione dei voli low cost, che di fatto potevano rappresentare il futuro degli aeroporti minori, come Pescara.
A quel punto venne redatto anche il Piano Marketing, ossia il Piano di sostegno e finanziamento della società da parte degli Enti locali. E in breve tempo con De Cecco si è passati dagli 80-90mila passeggeri l'anno, legati esclusivamente ai voli per Milano, all'aumento del 15 per cento di traffico, ossia a 409mila passeggeri l'anno.
«E' chiaro», ha aggiunto Mascia, «che occorrerà studiare una diversa strategia anche nella gestione dello scalo aereo che dev'essere pronto e dotato di servizi capaci di accogliere il passeggero. Personalmente ho preteso e ottenuto un preciso impegno da parte della Regione Abruzzo, facendo valere il senso di appartenenza al territorio e garantendo le condizioni di sopravvivenza del nostro aeroporto che è un bene di tutti. La Regione ha subito risposto inviando due tecnici alla guida della Saga; ora la ricapitalizzazione rappresenta un ‘salvavita' che dovrà preludere a una revisione e razionalizzazione dei costi, operazione che potrà coinvolgere anche il Consiglio comunale di Pescara».
E se da una parte il centrodestra sembra coprire le incongruenze del centrosinistra, dall'altra parte l'ex giunta D'Alfonso imputa la crisi della Saga esclusivamente al mancato esborso dei finanziamenti regionali, come se tutto fosse stato perfetto e senza smagliature pure grossolane.
Così tutti i consiglieri, e non solo di opposizione, che hanno assunto una posizione di criticità ribadiscono al sindaco «la necessità che la Regione Abruzzo rifinanzi immediatamente il piano marketing per il 2010 e faccia predisporre al più presto dal CdA della Saga un nuovo piano di marketing che offra ai componenti societari una prospettiva futura di quelli che saranno gli impegni finanziari di cui farsi carico a fronte di un corretto piano industriale».

23/06/2010 8.57