Solidarietà e terremoto: arrestate tre persone della onlus Modavi di Pescara

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Solidarietà e terremoto: arrestate tre persone della onlus Modavi di Pescara
CHIETI. Dall’alba di questa mattina i militari della compagnia carabinieri di Chieti hanno eseguito, nelle province di Pescara e Chieti, quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di Chieti a carico di altrettanti soggetti.
Sono accusati di concorso in peculato continuato per aver distratto, a fini personali, beni di prima necessità (calzature, piccoli elettrodomestici, pannolini, spazzolini da denti, dentifricio, ecc.) raccolti da una associazione onlus di protezione civile della provincia di Pescara e destinati alle popolazioni terremotate di L'Aquila e di Haiti.
Sono in corso di esecuzione anche dieci decreti di perquisizione e sequestro a carico di persone coinvolte nella ricettazione dei beni.

23/06/2010 7.05

ARRESTATO PRESIDENTE DELLA MODAVI DI PESCARA

Con l'accusa di peculato in concorso continuato sono stati arrestati il presidente della onlus di protezione civile Modavi di Pescara, Franco Giovagnoli (nella foto mentre premia Bertolaso), 53 anni, e tre soci volontari della stessa associazione: Daniele Marinelli, 42 anni, Dario e Mirko Francano, padre e figlio, rispettivamente 62 e 31 anni, tutti della provincia di Pescara.
Due le persone della provincia di Chieti denunciate per ricettazione.
Si tratta di L.N., 67 anni, titolare di un esercizio commerciale, e T.A., 53.
I particolari dell'operazione sono stati resi noti questa mattina nel corso di una conferenza stampa dal comandante del Comando Provinciale dei Carabinieri di Chieti, colonnello Cavallari, e dal comandante della Compagnia, capitano Aldo Manzo.
Gli arresti sono stati eseguiti questa mattina su ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Chieti Marina Valente su richiesta del pubblico ministero Rosangela Di Stefano.
Contestualmente sono state eseguite dieci perquisizioni domiciliari e personali e si e' provveduto al sequestro di un magazzino nella disponibilita' della onlus dove era contenute le merci per un valore di circa 100mila euro.
L'attivita' investigativa è partita lo scorso mese di febbraio quando i carabinieri della stazione di Casalincontrada a seguito di attivita' informativa, sono venuti a sapere che in un esercizio commerciale di Roccamontepiano erano state poste in vendita calzature che dovevano essere destinate ai terremotati di L'Aquila.
Le indagini hanno poi accertato che effettivamente in un negozio di generi alimentari avveniva la vendita di scarpe e ciabatte destinate ai terremotati.
Si è scoperto anche l'esistenza di un capannone a Roccamontepiano dove erano accantonate le scarpe provenienti dagli aiuti umanitari.
Secondo quanto emerso, Giovagnoli, presidente della Modavi di Pescara, distraeva con l'aiuto degli altri arrestati per fini privati scarpe, piccoli elettrodomestici, pannolini, dentifrici, tutta merce destinata ai terremotati, tutto materiale donato da privati o ditte che veniva accantonato in un magazzino della onlus dal quale era successivamente stato spostato in un'altra area.
In quel frangente sarebbe avvenuta la distrazione di merci.
Su 15.000 paia di scarpe fornite alla Onlus, circa la meta' non sarebbe stata distribuita.

23/06/2010 17.12

IL PD DEI COLLI: «ORA COMUNE RIAPRA CENTRO SOCIALE»

«Abbiamo chiesto per mesi, quasi ogni settimana, che l'ex mercato coperto di Via Maestri del Lavoro tornasse ad ospitare il centro sociale cui sono iscritti 800 anziani del quartiere. Ma di fronte a noi c'è stato un muro di gomma incomprensibile, e da settembre nessuno ha risposto a una domanda semplice: fino a quando il Comune aveva concesso al Modavi di utilizzare lo stabile come magazzino degli aiuti ai terremotati».
Lo afferma il Partito democratico di Pescara Colli, che dall'autunno si batte per la riapertura del centro sociale di Via Maestri del Lavoro.
«Nessuno dal Comune ci ha mai risposto, neppure quando l'emergenza-aiuti era conclusa» dice il Pd dei Colli, «noi non abbiamo mai messo in discussione la necessità di utilizzare lo stabile per i soccorsi nelle settimane successive al sisma: ma dopo mesi e mesi questo non era più giustificabile, e abbiamo chiesto con insistenza se il Comune avesse concesso una proroga e in base a quali necessità. Nessuno ha mai voluto rispondere, fino alla nostra mobilitazione di marzo quando abbiamo raccolto oltre 500 firme».
Solo quella mobilitazione, ricorda il Pd dei Colli, «ha smosso le acque: una nota del Comune annunciava la chiusura del magazzino Modavi e riapertura del centro. Siamo a fine giugno, e ovviamente l'annuncio è stato smentito dai fatti perché anziché il centro anziani, in Via Maestri del Lavoro ora ci sono le officine comunali. I cittadini dei Colli hanno diritto a qualche risposta, almeno adesso, e chiedono che lo stabile torni ad ospitare il centro sociale».
23/06/10 18.21



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