«L'elettrodotto Avezzano va interrato». La vittoria dei Comitati

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2539

AVEZZANO. Il Tribunale di Avezzano ha ribaltato la decisione del giudice monocratico accogliendo il reclamo proposto da 51 cittadini contro RFI.


Il progetto è quello inerente una linea di trasmissione di energia elettrica a servizio della ferrovia Roma-Pescara con tensione di esercizio di circa 66 kv e che attraversa una zona della città di Avezzano ormai urbanizzata.
Una importante vittoria è arrivata nei giorni scorsi per il Comitato dei Cittadini assistiti dagli avvocati Herbert e Renato Simone e Domenico Sabatini.
In applicazione del principio di precauzione, il Tribunale di Avezzano ha disposto di interrare l'elettrodotto di Scalzagallo ad Avezzano «in quanto lesivo del diritto alla salute».
La sentenza è stata depositata il 9 giugno scorso e la notizia è stata diffusa dall'avvocato Herbert Simone.
Il Comitato si oppone da anni alla realizzazione dell'elettrodotto e da sempre evidenzia che il Piano regolatore vigente nel Comune impone obbligatoriamente l'interramento dell'impianto, e che la “Variante aerea” non è stata mai autorizzata dall'Ente competente, ossia la Provincia (che più volte ha ribadito che l'impianto non è autorizzato).
La paura dei residenti è anche quella che l'esercizio dell'elettrodotto, per via della vicinanza con le abitazioni, possa dar luogo ad una esposizione al campo elettromagnetico generato dal passaggio dell'energia, capace di creare problemi di salute
I giudici riuniti in camera di Consiglio, Giovanni Garofoli (presidente), Marcello Cirilli (giudice) ed Emanuele De Gregorio (giudice) hanno dato ragione ai residenti, ribaltando di fatto la decisione dei mesi scorsi del giudice monocratico.
E' stata, infatti, decretata la «potenzialità lesiva dell'elettrodotto in fase di realizzazione» e, si legge nella sentenza, «la società costruttrice dovrà bloccare i lavori, così come progettati».
In più è stato imposto a Rete Ferroviaria Italiana di mettere in sicurezza l'impianto stesso entro 12 mesi tramite l'interramento della linea.
Rfi è stata condannata anche al pagamento delle spese legali, pari a 8 mila euro. A suo carico anche le spese per il Ctu.

a.l. 22/06/2010 12.32