Fallimenti ad orologeria, distratti 13mln. Arrestati imprenditore e due donne

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Fallimenti ad orologeria, distratti 13mln. Arrestati imprenditore e due donne
GIULIANOVA. E’ stato arrestato all’alba di questa mattina, a conclusione di lunghe indagini, un noto imprenditore di Giulianova di cui la guardia di Finanza non ha reso note le generalità.
Il provvedimento di custodia cautelare, emesso dal Gip del Tribunale di Teramo su richiesta della locale Procura della Repubblica, riguarda anche due donne legate all'imprenditore.
Le indagini hanno interessato altre 8 persone che sono state denunciate a piede libero per varie ipotesi di reato, tutte - a vario titolo - collegate agli arrestati ed alla concessionaria di motocicli da questi gestita, con sedi a Giulianova e Martinsicuro.
I reati contestati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale continuata, alla truffa aggravata e continuata, alla ricettazione, al reato di omessa dichiarazione fiscale, all'insolvenza fraudolenta, alla dichiarazione infedele e ad altri illeciti di natura valutaria.
Tutti gli undici indagati sono accusati di aver costituito, in un ristrettissimo lasso temporale compreso tra il 2007 e il 2008, «una stabile associazione criminale avente lo scopo di commettere un numero indeterminato di delitti tra cui quello di bancarotta, evasione fiscale e truffa nei confronti dei clienti e fornitori».

DISTRAZIONI PATRIMONIALI PER 13 MLN DI EURO


Sotto il profilo fallimentare, sono state accertate distrazioni patrimoniali per un importo complessivo superiore ai 13 milioni di euro.
Molteplici sono state le denunce raccolte dalle Fiamme Gialle teramane aventi tutte la stessa matrice: all'ignaro cliente che si rivolgeva al concessionario per l'acquisto del motociclo, oltre all'anticipo versato a titolo di caparra, veniva fatto sottoscrivere un finanziamento da agenzie di credito.
Trascorso qualche giorno per le incombenze burocratiche, però, della moto acquistata non rimaneva alcuna traccia ed al cliente restava solo il pagamento delle rate del finanziamento, regolarmente incassato dal concessionario.
Alcuni di essi avevano dato in permuta persino motocicli usati, anch'essi svaniti nel nulla.
La Guardia di Finanza ha anche accertato che erano finiti nella rete del truffatore anche altri concessionari ed importatori di motocicli sparsi per l'Italia ai quali, a fronte di forniture di mezzi, ovviamente non veniva pagato alcun corrispettivo.

NON MANCAVANO PRESTANOME


I tre arrestati, per sottrarsi alle pretese erariali ed alle azioni legali delle vittime delle truffe avrebbero secondo gli inquirenti fittiziamente interposto nella gestione societaria dei meri “prestanome” in qualità di amministratori, tra i quali anche due cittadini di etnia rumena, nullatenenti.
Nel corso delle indagini i finanzieri hanno anche scoperto che uno degli arrestati disponeva di uno yacht di ingente valore, ormeggiato al porto di Spalato, in Croazia, e che da successivi accertamenti è risultato essere stato sottratto ad una società di leasing del nord Italia, senza pagamento delle rate pattuite, per poi essere nuovamente immatricolato presso la Capitaneria di Porto di Giulianova.
In più di un'occasione l'imprenditore giuliese è stato controllato presso gli spazi aeroportuali dai militari e gli sono state sottoposte a sequestro ingenti somme di denaro che stava per portare all'estero.
Le indagini continuano per verificare le responsabilità di altri soggetti che avrebbero provveduto alla vendita di motocicli oggetto di truffa a prezzi decisamente “competitivi” in danno dell'erario e delle altre aziende che operano regolarmente sul mercato.

22/06/2010 11.35