Operazione ‘Omid’: alpini abruzzesi a lavoro Afganistan

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1101

HARAT. Gli Alpini del 9° reggimento ricostruiscono un ponte distrutto dagli insorti e neutralizzano diversi ordigni a ovest di Farah


Gli Alpini del 9° reggimento impegnati nell'operazione ‘Omid' – avviata per garantire tra l'altro la libertà di movimento nella provincia di Farah – hanno ricostruito un ponte distrutto il 6 giugno a Pusht Rod dagli insorti, lungo la strada che collega Farah con la zona occidentale della provincia.
Le comunità della zona hanno segnalato il fatto agli Alpini della Task-Force South che hanno subito pianificato - insieme all'esercito afgano - il ripristino dell'asse su cui vengono trasportati i prodotti agricoli destinati ai mercati di Farah.
L'intervento - durato diversi giorni con temperature superiori ai 45° - ha visto una prima fase in cui è stato bonificato il tratto che congiunge il capoluogo a Pusht Rod, durante la quale sono stati ritrovati due ordigni esplosivi improvvisati e altrettante bombe inesplose.
Il tutto è stato fatto brillare in sicurezza dagli specialisti del 32° genio integrati nel dispositivo in atto.
Nella seconda fase sono state sgomberate le macerie del ponte distrutto, che è stato immediatamente sostituito da un prefabbricato posizionato dai genieri inquadrati dalla Task-Force South.
«Abbiamo risposto rapidamente a un vero e proprio sabotaggio rivolto contro i villaggi di Pusht Rod da parte degli insorti, i quali hanno anche seminato ordigni lungo la strada per cercare di impedire il nostro intervento di ricostruzione», così il colonnello Franco Federici, comandante degli Alpini della Task-Force South.

22/06/2010 10.15