Estorsioni: ricatti trans a clienti; pm chiede pena 8 anni

Alessandro Biancardi

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ANCONA. Otto anni di carcere per estorsione continuata, sequestro di persona e induzione alla corruzione.


E' la condanna chiesta oggi al gup di Ancona Francesca Zagoreo dal pm Rosario Lioniello a carico del transessuale brasiliano S.P.J., detto 'Monica', 34 anni, accusato di ricatti hard a due clienti nel 2008 a Falconara.
Il giudice deciderà all'udienza del 19 luglio prossimo anche sulla richiesta di rinviare a giudizio un agente di polizia, allora in servizio in Abruzzo, L.T., 38 anni, accusato di favoreggiamento nel reato di estorsione e corruzione.
Un cliente del trans, che si è costituito parte civile, chiede 100 mila euro di danni.
Secondo l'accusa, il transessuale avrebbe filmato almeno due clienti durante gli incontri, chiedendo poi denaro sotto la minaccia di divulgare i video.
Secondo la procura, le vittime sarebbero state rintracciate con l'aiuto dell'agente di polizia che, in cambio di vantaggi sessuali, sarebbe entrato nei database di servizio, individuando i nomi tramite in numeri di targa delle loro auto.
Al viado, arrestato dai carabinieri nel dicembre del 2008 e scarcerato sei mesi dopo, viene contestato anche un episodio di sequestro di persona per aver impedito a un cliente di uscire dal suo appartamento di Rocca Priora, senza aver pagato ciò che aveva chiesto.
I difensori hanno respinto ogni addebito, sostenendo che non vi sarebbe stato alcun ricatto a luci rosse e che non vi sarebbe la prova che i due indagati avrebbero brigato per scoprire i nomi delle presunte vittime dei ricatti.

22/06/2010 8.57