Nucleare, oggi i ricorsi di 11 regioni all’esame della Consulta

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ROMA. L'annunciato ritorno al nucleare in Italia passerà al primo vaglio della Corte Costituzionale oggi, quando 11 regioni che hanno impugnato la legge delega del 2009 spiegheranno i motivi secondo cui, a loro dire, quel provvedimento è da ritenersi illegittimo.


Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Basilicata, Piemonte, Lazio, Calabria, Marche, Emilia Romagna e Molise hanno depositato da tempo i ricorsi che a Palazzo della Consulta saranno discussi in udienza pubblica (giudice relatore il vicepresidente Ugo De Siervo), quando prenderanno la parola i legali delle regioni, l'avvocato generale dello Stato per conto della presidenza del consiglio, e - se saranno ammessi - anche l'Enel e il Codacons.
Il neo presidente del Piemonte, il leghista Roberto Cota, ha già annunciato che non porterà avanti il ricorso sul nucleare avviato dalla precedente giunta di centrosinistra guidata da Mercedes Bresso.
Annuncio, questo, di cui si attende la formalizzazione domani mattina. Il governo, attraverso l'avvocatura generale dello Stato, ha chiesto uno slittamento dell'udienza sostenendo che le cause dovrebbero essere trattate assieme ai ricorsi con cui alcune regioni (Emilia Romagna, Toscana e Puglia) hanno impugnato anche il decreto delegato dello scorso febbraio, attuativo della delega del 2009.
Ma la Corte non avrebbe al momento accolto l'istanza.
Numerosi i profili di illegittimità della legge delega lamentati dalle Regioni. Al governo si contesta soprattutto l'assenza di intesa e raccordo con ciascuna delle Regioni interessate dalla scelta dei siti delle centrali; i criteri e le modalità di esercizio del potere sostituivo dell'esecutivo centrale in caso di mancato accordo; la possibilità di dichiarare i siti aree di interesse strategico nazionale, soggette a speciali forme di vigilanza e di protezione; la procedura che prevede una autorizzazione unica (e non a livello locale) sulle tipologie di impianti per la produzione di energia nucleare rilasciata previa intesa della Conferenza unificata e dopo delibera del Cipe.
La Corte Costituzionale dovrà pertanto fare chiarezza su quali competenze prevalgano nel settore del nucleare alla luce della riforma del titolo V della Costituzione. La tutela dell'ambiente e della salute sono infatti di competenza statale, ma queste devono confrontarsi con le competenze regionali concorrenti in materia di energia e di governo del territorio.
Conclusa l'udienza pubblica, i giudici si ritireranno in camera di consiglio nel pomeriggio. La decisione è attesa in settimana.
22/06/2010 8.31