Emergenza rifiuti, saturazione vicina per la discarica di Colle Cese

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Calma apprente e stasi pericolosa. Sembra tutto fermo, congelato in un silenzio irreale, il mondo che ruota intorno allo smaltimento dei rifiuti nel pescarese.





PESCARA. Calma apprente e stasi pericolosa. Sembra tutto fermo, congelato in un silenzio irreale, il mondo che ruota intorno allo smaltimento dei rifiuti nel pescarese.


Solo qualche mese fa le notizie che trapelavano da diversi settori amministrativi facevano prevedere scenari non rassicuranti anche in seguito ad alcuni avvisi di garanzia notificati ad indagati eccellenti.
L'indagine è partita dalla procura di Pescara e si è poi allargata a macchia d'olio in tutto l'Abruzzo ed avrebbe in qualche modo tracciato la mappa di presunti grossi illeciti.
Insomma parrebbe che anche il settore dei rifiuti non sia immune da quella corruzione dilagante di cui ogni tanto si ha il sentore.
Che la cosa sia grossa è anche testimoniato da una serie di improvvise dimissioni a catena in numerose società anche partecipate, dimissioni probabilmente volte a scongiurare provvedimenti giudiziari estremi.
A riportare l'allerta sullo smaltimento dei rifiuti è oggi una nota della ditta Deco spa, della famiglia Di Zio la quale ha però abbandonato formalmente ogni carica lo scorso gennaio proprio in conseguenza dei sentori dell'inchiesta.
Oggi una nota del Presidente del Consiglio di Amministrazione, volontariamente nominato dall'Assemblea dei soci, unitamente agli altri nuovi membri del CdA, Paolo Tracanna lancia un allarme, l'ennesimo dopo altri caduti nel vuoto sulla prossima saturazione della discarica di Colle Cese.
Secondo la Deco i Comuni che fanno parte di Ambiente spa (l'ex consorzio comprensoriale) non avrebbero intrapreso alcuna scelta utile a fronteggiare quella che viene definita «prossima emergenza ambientale».
Così in una lettera inviata a tutti i Comuni la Deco cerca di stringere i tempi e spronare ad una soluzione operativa.
Deco, in virtù di una convenzione del 2003, «si è attivata», si legge nella lettera, «per l'esecuzione di tutti i servizi inerenti il “ciclo completo del rifiuto” che si articola nelle attività di trasbordo e trasporto, trattamento e bioessiccazione presso l'impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB), in località Casoni di Chieti, produzione di combustibile da rifiuti, smaltimento degli scarti ed avvio del CDR al recupero energetico».
La società ha anche proposto ad Ambiente l'applicazione graduale ed agevolata del corrispettivo di recupero, affinché i Comuni possano aderire alla proposta senza improvvisi e significativi aumenti tariffari acconsentendo, tra l'altro, a sospendere fino al 19 giugno scorso, l'applicazione del corrispettivo previsto dal contratto per le sole operazioni di trattamento e smaltimento dei rifiuti.
Deco avrebbe dunque agito, si legge ancora nella lettera, «per agevolare l'adozione di una soluzione operativa, che consentisse ai Comuni della Provincia di Pescara di adeguare la gestione dei rifiuti alle più recenti disposizioni normative, anche e soprattutto per evitare che possa verificarsi un'emergenza ambientale viste le ormai scarse volumetrie residue presso la discarica di Colle Cese, senza peraltro avere a disposizione un'alternativa concreta di smaltimento in discarica. Tuttavia Ambiente non risulta essersi attivata in alcun modo, limitandosi a richiedere alla Deco ulteriori periodi di sospensione degli obblighi già definiti nella Convenzione (per la bioessiccazione con riduzione del 20% dei quantitativi smaltiti in discarica), senza tener conto che l'ulteriore rinvio delle attività di recupero obbligherà i Comuni ad affrontare, nel breve periodo, una pesante emergenza rifiuti, con conseguenti oneri economici».
A dirigere l'azienda fino allo scorso gennaio c'erano i Di Zio, tra i quali Ettore Ferdinando, l'amministratore delegato, il nipote Ettore Paolo Di Zio e il consigliere Pasqualino De Luca.
Formalmente secondo l'attuale direzione dell'azienda le ragioni delle dimissioni sarebbero riconducibili a «un ricambio generazionale professionale e maggiormente improntata alla managerialità, anche in considerazione dell' imminente passaggio generazionale dei soci fondatori del Gruppo. Coerentemente con tali obiettivi, i componenti della famiglia Di Zio si sono dimessi dai CDA delle società del gruppo per essere ivi sostituiti da figure professionali tali da garantire elevate capacità tecniche e sicura autonomia decisionale».
La Deco tuttavia non è commissariata (come erroneamente scritto in precedenza) ma nel pieno dei suoi poteri.
Cariche lasciate anche nella Ecoemme, partecipata tra gli altri dal Comune di Montesilvano e dalla stessa Deco, dove sono subentrati Carlo Cappelluti, amministratore delegato, e Alberto Agresta e Giuliano Della Volpe come consiglieri.
Altre dimissioni hanno interessato anche altre società che gestiscono la raccolta di rifiuti lambite dall'inchiesta pescarese portata avanti dal procuratore Nicola Trifuoggi, e dai sostituti Gennaro Varone e Anna Rita Mantini.


21/06/2010 14.13

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