Provincia Pescara condannata a pagare l’ex direttore generale. Testa nei guai

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Si annunciano tagli agli investimenti e ritardi nei pagamenti. L'amarezza del presidente della Provincia Guerino Testa che ha ereditato la situazione dalla precedente amministrazione di centrosinistra.



La Corte d'Appello ha condannato la Provincia di Pescara a pagare le somme dovute a Edoardo Barusso, il direttore generale nominato dalla precedente amministrazione (nel 2000) e subito revocato.
In primo grado la Provincia era stata già condannata, e sabato la Corte d'Appello ha riformato solo parzialmente il giudizio del Tribunale di Pescara, decurtando alcune mensilità e compensando le spese legali.
L'attuale presidente della Provincia, Guerino Testa, ha già annunciato il ricorso in Cassazione. «L'importo da versare a Barusso si aggira probabilmente su 1 milione e 500 mila euro e questo vuol dire – ha detto Testa – che una parte consistente dell'avanzo dovrà essere destinata a questa voce. Dovendo rinunciare a tale somma considerevole dovremo tagliare gli investimenti e prevediamo anche ritardi nei pagamenti ai creditori. Si tratta – ha commentato Testa – di un fardello pesantissimo, una doccia fredda che ci costringerà ad effettuare delle scelte importanti, e da qui in poi i nostri passaggi saranno condizionati da questa vicenda. I cittadini e gli amministratori dei 46 comuni della Provincia devono sapere come stanno le cose e pur non volendo esprimere giudizi sulle scelte effettuate in passato non intendiamo prenderci responsabilità né essere giudicati per le decisioni inopportune e la superficialità di chi ci ha preceduto».
Il presidente non ha espresso giudizi su Barusso: ha detto, anzi, di non avere dubbi sulla sua competenza.
Per Testa la notizia arrivata dalla Corte d'Appello «è un'altra tegola ereditata dal passato, oltre alla vicenda dei precari».

UN CONTRATTO DA 300 MILA EURO...E COMINCIANO I GUAI

Il contratto di Barusso prevedeva un trattamento economico di 300 milioni di vecchie lire all'anno più ulteriori compensi e benefit ma il direttore generale non ha mai lavorato in Provincia.
L'incarico di direttore generale e' stato conferito nel maggio del 2000 dall'ex presidente della Provincia Pino De Dominicis, dopo il parere favorevole espresso dalla giunta con la delibera 189.
La durata era pari al mandato del presidente. Una volta uscito di scena De Dominicis se ne sarebbe andato anche il super dirigente.
Barusso inoltre non aveva vincoli di orari e presenze ed era dispensato dal servizio una settimana al mese.
A conclusione del rapporto gli competeva anche un trattamento pari a una mensilità per ciascun anno.
A seguito di alcune polemiche relative all'entità dei compensi la Provincia propose al dirigente una riduzione e successivamente la risoluzione del contratto lasciando solo la formazione.
Al rifiuto di Barusso nel giugno del 2000 seguì la revoca del contratto che si basava sul fatto che da alcuni articoli di giornale pubblicati a Trieste «erano emerse circostanze rilevanti ai fini della valutazione di opportunità della nomina del dottor Barusso a direttore generale».
La tappa successiva fu il ricorso di Barusso per contestare la legittimità dei provvedimenti e chiedere l'esecuzione del contratto.
L'associazione Codici in merito a questa vicenda ha presentato un esposto in quanto la rescissione del contratto con Barusso e' avvenuta per «futili motivi» e dopo l'interruzione di questo rapporto - ha ricordato Giovanni D'Andrea responsabile regionale dell'associazione - «l'incarico e' stato affidato a Mario Collevecchio, con un importo più o meno uguale a quello assicurato a Barusso. Si tratta», commentò D'Andrea, «di un caso di grave sperpero di denaro pubblico e di frapposizione degli interessi di parte a quelli della collettività».
Ora l'ultima parola sarà della Cassazione.

21/06/10 11.33