Aca, il presidente impreciso vuole fare chiarezza

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Aca, il presidente impreciso vuole fare chiarezza
PESCARA. Di argomenti ce ne sarebbero per fare chiarezza ed ancora una volta il presidente dell’Aca, Ezio Di Crisoforo, si dice disponibile a farlo anche carte alla mano.
Sono ancora molte le zone d'ombra e le risposte che non convincono sulle vicende che ruotano intorno agli sprechi e alla gestione del servizio idrico integrato dell'Ato4 pescarese.
Giovedì scorso la riunione dei sindaci chiamata a votare l'aumento tariffario per coprire le spese e la gestione dissennata e clientelare non è riuscita a far passare l'aumento per la mancanza del quorum deliberativo.
Per un solo voto la delibera non è stata approvata e dunque bisognerà riconvocare l'assemblea per una nuova votazione che si terrà il 2 luglio.
Una vittoria di sicuro per chi si sta battendo contro questo che appare un vero e proprio sopruso. Questa volta, a differenza delle alte votazioni lampo, si è aperta una sorta di “dialogo forzato” anche grazie al clima decisamente pesante che si è creato sulla gestione dell'acqua.
Nel frattempo aumentano le incongruenze anche dopo l'intervista di PrimaDaNoi.it a Di Cristoforo che ha risposto in maniera precisa alcune volte, altre più vaga o in burocratese, lasciando perplessi o delusi chi si aspettava risposte certe e precise.
Il presidente si dice tranquillo e non ci pensa proprio a dimettersi nemmeno se a chiederlo sono Sospiri e Antonelli del Comune di Pescara.
Perplessità sulle risposte che riguardano alcune voci di bilancio che Di Cristoforo non chiarisce.
Per esempio non si capisce perché una riduzione quasi della metà del contratto idrico da 4,3mln a 2,5mln; sulla Soget poco o nulla è stato chiarito circa il contratto e la gara per la riscossione dei crediti, e nemmeno sulla previsione superottimistica di recuperare ben il 99% delle morosità, una previsione che avrebbe contribuito a migliorare i numeri di bilancio che per la prima volta è in attivo di 500mila euro. Solo lo scorso anno invece si erano registrati 10milioni di passivo.
Un miracolo tutto da attribuire alla gestione Di Cristoforo.
Che dire poi della risposta sull'ufficio stampa?
Di Cristoforo non sa di avere un ufficio stampa che lavora a ritmi serrati e dice di non utilizzarlo se non sporadicamente.
Le consulenze?
«Saranno avvocati», ma le spese per gli avvocati sono in un'altra voce.
E allora?
In un comunicato stampa Di Cristoforo ieri ha detto di essere pronto a «convocare l'assemblea dei soci in qualsiasi momento per fare chiarezza sui costi di gestione dell'Azienda».
«Una scelta dettata dalla politica della trasparenza», dice anche se non ha mai risposto alla domanda circa la mancata pubblicazione di un avviso per la ricerca di alcune figure da inserire proprio nello staff di presidenza.
Sulla vicenda del call center dell'Aca, dopo l'intervista, sono addirittura aumentati i dubbi. C'è stato un periodo in cui a rispondere al telefono c'erano alcuni dipendenti che in seguito ad una vera e propria rivolta sindacale si sono poi rifiutati di espletare le mansioni non pagate.
Chiedevano poche centinaia di euro di aumento.
L'Aca allora pensò di esternalizzare il servizio alla modica cifra di 500mila euro.
Alzi la mano chi ha chiamato l'Aca ed ha ricevuto risposta al primo tentativo…
«Il servizio è stato affidato con un appalto alla Tim di Roma dalla precedente amministrazione», ha aggiunto il presidente Di Cristoforo, «in particolare, il costo del call center tecnico, attivo ventiquattro ore su ventiquattro, è di circa 6mila euro al mese, mentre si spendono circa 4mila euro al mese per il call center commerciale, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 21. Il totale della spesa è di 120mila euro all'anno, una cifra ben lontana dai 490mila euro di cui si è parlato».
Di Cristoforo è nuovamente distratto e dimostra di essere ancora disinformato visto che a pagina 26 del bilancio da lui tanto decantato alla voce “costi per servizi” si legge “spese telefoniche call center e telecontrollo: 463.571,07 euro”.
Se ha ragione Di Cristoforo qualcosa non torna nelle carte approvate con tanta fretta, altrimenti è poco informato. Uno scenario comunque desolante.
Dei moltissimi appalti espletati dall'Aca inoltre scarse tracce si rinvengono nel sito istituzionale (sempre a proposito di trasparenza). Perché?
Riguardo alle uscite inerenti all'acquisto di giornali (oltre 60mila euro), «si tratta – ha proseguito il presidente Di Cristoforo – di riviste di aggiornamento per i dirigenti, per il personale e le gare d'appalto europee. Una spesa contemplata in ogni azienda seria e professionale».
Vista la serietà dell'azienda PrimaDaNoi.it si prenota per una faticosa visita alla scoperta dei preziosi materiali informativi che saranno raccolti in appositi ampi archivi.
In riferimento ai 9 milioni di euro spesi per il personale, «tengo a precisare che si tratta di compensi stabiliti dai contratti nazionali. Eventuali incentivi vengono infatti attribuiti da direttive dirigenziali in base al merito e al carico di lavoro svolto», ha detto ancora.
Riguardo ai 4.3 milioni di euro utilizzati per la manutenzione esterna dei macchinari, «si tratta di manutenzioni ordinarie di rete idrica e fognante che vanno affidate a ditte esterne secondo la legge regionale».

21/06/2010 10.19

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