Rifiuti per strada, la video segnalazione di Terra Nostra

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Scatole di cartone, mucchi di carta, rifiuti ingombranti e tanto altro ancora tutto depositato ai piedi di bidoni semi vuoti nella zona di Porta Nuova. * FRA FILIORUM PETRI. SMALTIMENTO RIFIUTI,«PREZZI ALLE STELLE». SINDACO PRONTO ALLA PROTESTA
L'associazione Terra Nostra filma tutto, carica le immagini su You Tube e tuona: «con la Tarsu aumentata del 50% nessun disservizio può essere più giustificato».
La zona è quella nuova, residenziale, di via Cetteo Ciglia. Qui la spazzatura non viene gettata nei cassonetti ma lasciata sulla strada, e non solo quando i bidoni sono pieni.
«Questa situazione», racconta una residente, «non solo attira ad ogni ora del giorno e della notte rovistatori e rigattieri, che vanno ad alimentare il già denso traffico di tossicodipendenti
della zona, ma funge pure da irresistibile richiamo per ratti che progressivamente diventano sempre più corpulenti».
C'è chi in città pur di buttare l'immondizia negli orari consentiti (19-24), la conserva in casa suo malgrado anche un paio di giorni, se i propri orari di vita quotidiana non consentono il 'giusto'
conferimento.
E proprio i cittadini più diligenti sono stufi di dover subire il comportamento dei meno educati e convivere con la presenza di scatoloni, involucri, cartacce, mensole, schermi di pc,
scarpe rotte, bottiglie, vetri rotti e altri scarti anche più disgustosi.
Sulla vicenda è intervenuta anche l'associazione Terra Nostra che, spiega il presidente Gianluca Monaco, «a differenza dei consiglieri di quartiere, che fanno giustamente kermesse politica», punta il dito sulla responsabilità di tutta la filiera rifiuti.
«Ad iniziare dal “nuovo cittadino” insediato nella zona, all'operatore ecologico, al dirigente dell'azienda Attiva s.p.a., fino all'assessore competente», spiega Monaco. «Ci duole dover constatare che parte dei nuovi cittadini non conosca l'utilizzo e la funzione del cassonetto né hanno la cultura di piegare gli imballaggi e conferirli nell'apposito cassone per la differenziata. Forse nella loro comunità di provenienza c'è ancora l'antica usanza di gettare i rifiuti dalla finestra? Al di là dell'ignoranza sull'utilizzo dei cassonetti sottolineiamo la responsabilità degli operatori ecologici che , conoscendo la problematica, non segnalano all'azienda lo stato di degrado della zona. Ma, qualora gli operatori avessero segnalato l'emergenza al dirigente di Attiva s.p.a., quest'ultimo avrebbe dovuto provvedere a risolvere la situazione. Non è nostra intenzione contestare le competenze di chi è stato “nominato a tale ruolo dirigenziale” ma il dubbio che “qualcosa” non funzioni all'interno di Attiva s.p.a. sorge spontaneamente osservando lo stato di abbandono persistente».



«A distanza di due mesi dall'approvazione del bilancio comunale che vede confermato l'aumento Tarsu anche per l'anno corrente», continua Monaco «non possiamo più giustificare nessun disservizio e riteniamo che l'attuale amministrazione debba prendere ferme decisioni per risolvere la situazione indecorosa che si vive nelle zone lontane dai riflettori della movida, ad iniziare dall'applicazione di “deterrenti” per ripristinare una educazione civica nel conferimento rifiuti, fino al ripristino di una “vera operatività” di Attiva s.p.a., della quale il Comune di pescara è socio unico».

21/06/2010 15.05


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FRA FILIORUM PETRI. SMALTIMENTO RIFIUTI,«PREZZI ALLE STELLE». SINDACO PRONTO ALLA PROTESTA

FARA FILIORUM PETRI. E' un vero e proprio grido di allarme quello lanciato dal sindaco del Comune di Fara Filiorum Petri sull'aggravamento dei costi per il conferimento e lo smaltimento dei rifiuti.
La protesta scaturisce dal continuo aumento dei prezzi per lo smaltimento, decisi unilateralmente dai gestori delle discariche ove confluiscono i rifiuti del chietino e, in particolare, dei comuni pedemontani.
«E' ora che i nostri politici, in particolare chi è al governo della regione, si svegli», commenta il primo cittadino Domenico Bucciarelli. «I prezzi continuano a salire arbitrariamente e senza che nessuno ritenga di intervenire. E' diventato insopportabile il silenzio su un problema che sta mandando sul lastrico sia i singoli cittadini, che non riescono più a pagare i continui aumenti, sia i Comuni che a questo punto rischiano di chiudere in deficit il bilancio che va continuamente salvaguardato con assestamenti derivanti dai vari aumenti».
«Malgrado le mie precarie condizioni di salute, sono pronto a battermi», assicura il sindaco, «affinchè l'assordante silenzio da parte della politica venga a cessare e venga convocata subito una assemblea dei sindaci con gli organi regionali e ciò affinche' si trovi un rimedio a quello che sta diventando un vero e proprio “disatro finanziario” per la mia comunità».
Se non vi saranno segnali in questo senso, Il primo cittadino si dichiara pronto ad iniziare uno sciopero della fame e della sete «affinchè qualcuno si renda conto che i comuni non possono più sopportare un onere che cresce di mese in mese, senza che nulla accada».
Il Comune di Fara sembra abbia stimato per l'anno prossimo in circa duecentomila euro i costi per lo smaltimento dei rifiuti, una cifra ritenuta dal primo cittadino, «insopportabile».
«Nell'ultimo anno il mio Comune è arrivato ad una percentuale di raccolta differenziata pari al 78%, una percentuale tra le più alte della regione. I miei cittadini meriterebbero un premio e invece sono costretti a contrarre debito per poter pagare chi vuole lucrare sulla loro pelle. E' ora che qualcuno si svegli».

21/06/2010 10.29