Calice Toyo Ito, a luglio l'ennesima perizia per far luce sul cedimento

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Un calice sempre più amaro. La storia infinita dello Huge Wine Glass proseguirà il prossimo primo luglio con l’ennesima perizia per accertare il perché di un cedimento strutturale dopo appena 64 giorni dalla inaugurazione.



Un'opera fortemente voluta dall'ex sindaco Luciano D'Alfonso, costruita dall'architetto giapponese Toyo Ito, ed inaugurata il sabato vigilia delle elezioni regionali del 15 dicembre 2008 e due giorni prima dell'arresto dello stesso D'Alfonso.
Dopo il cedimento strutturale del monumento pagato circa 1,2milioni di euro è stata aperta una inchiesta penale della procura di Pescara che è ancora aperta ma che pare non abbia riscontrato al momento particolari irrregolarità.
Una perizia chiesta dal pm Paolo Pompa avrebbe appurato che il reale costo dell'opera si aggira intorno agli 800mila euro e dunque un prezzo giudicato «congruo».
Sulla vicenda però si addensano numerose ombre che finora non sarebbero ancora state svelate circa la realizzazione, le modalità di scelta della ditta, e soprattutto le modalità di costruzione e dei tempi che sarebbero stati troppo brevi rispetto al necessario poiché bisognava fare in fretta per l'inaugurazione prima delle elezioni.
Oltre l'inchiesta penale ne è stata aperta una civile su istanza dell'amministrazione comunale che ha citato in giudizio la Clacs Italia, costruttrice, con la richiesta di danni di immagine.
Il primo luglio l'intera area verrà chiusa e transennata per circa quattro ore per consentire al perito incaricato dal Tribunale di Pescara, l'architetto Lucarelli, di effettuare i carotaggi all'interno della struttura, probabilmente per prelevare campioni dell'opera necessari per effettuare le ultime prove di laboratorio.
Si cerca di capire con certezza il perchè del cedimento.
«Purtroppo», ha spiegato il sindaco Albore Mascia, «decine di incontri, colloqui e lettere tra il Comune, l'architetto Toyo Ito, autore del progetto, e la Clacs Italia, che ha realizzato materialmente la struttura in polimetilmetacrilato presso i propri stabilimenti di Pomezia Terme, non ci hanno consentito di individuare le cause della frattura che dal febbraio 2009 ci costringe a tenere in piazza una struttura rinchiusa in una gabbia d'acciaio per impedire che vada in frantumi».
Secondo il sindaco si sarebbe arrivati alle fase finali per una conclusione della causa.
Già alcuni mesi fa il perito incaricato dal Tribunale aveva manifestato la necessità di effettuare dei carotaggi all'interno della struttura per prelevare dei campioni, un'operazione alla quale in realtà l'amministrazione comunale si era opposta perché tali carotaggi lasceranno delle ulteriori ferite al monumento.
Ma il Tribunale ha comunque autorizzato le perizie ritenute indispensabili per accertare la verità.

21/06/2010 8.17