Monte Greco: nuova sentenza del Tar Abruzzo salva la montagna mediterranea

Alessandro Biancardi

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Monte Greco: nuova sentenza del Tar Abruzzo salva la montagna mediterranea
ABRUZZO. Il Wwf festeggia l'ennesima vittoria divulgando una splendida galleria di immagini raccolte in un'area con una ricchissima biodiversità.

Orso bruno, cervi, coturnice, fringuello alpino, pulsatilla alpina non più a rischio ruspe.
Il Tar salva nuovamente Monte Greco, ai confini del Parco Nazionale d'Abruzzo, da ruspe, cemento e piloni.
Il Wwf, che in questi anni ha condotto una battaglia contro i grandi impianti scioviari e nuove piste
da sci, festeggia la terza vittoria legale (dopo un primo passaggio al Tar e un passaggio al Consiglio di Stato) divulgando una galleria di immagini che testimonia la ricchissima biodiversità di questi luoghi immersa in un paesaggio appenninico incontaminato, sito di interesse comunitario per la fauna e la flora.
«In questi anni», ha spiegato Dante Caserta, consigliere nazionale del Wwf, «ha condotto una battaglia a tutti i livelli per garantire che Monte Greco non fosse sfregiato da piloni, sbancamenti e cemento per la realizzazione di due mega cabinovie, impianti di risalita e piste da sci. Un progetto sciagurato, inserito nel Docup della Regione Abruzzo, che avrebbe beneficiato, facendolo passare come intervento per il trasporto pubblico locale, di decine di milioni di euro di fondi pubblici per distruggere un patrimonio ambientale di valore europeo».
Ora il Tar ha bocciato un nuovo ricorso presentato dal consorzio proponente e il Wwf auspica che il Consorzio EmmeTi, «dopo queste sconfitte receda definitivamente e non presenti ulteriori ricorsi in
considerazione della palese insostenibilità del progetto».
L'associazione ambientalista in questi anni ha avanzato diverse proposte affinchè le ingenti somme
pubbliche fossero spese per progetti che garantissero realmente la mobilità di cittadini e turisti nell'area dell'Alto Sangro.
«Per protestare e evidenziare il valore di Monte Greco», ricorda Augusto De Sanctis del Wwf Abruzzo, «organizzammo sul posto ben due campi estivi della durata di un mese con decine di volontari provenienti da tuttta Italia. Furono raccolte oltre 10.000 firme di cittadini indignati
per questo progetto. Decine di eventi furono organizzati coinvolgendo amministratori ed appassionati. Dossier e osservazioni tecniche, sottoscritte anche da decine di professori universitari e ricercatori di fama internazionale, portarono il Comitato Valutazione di Impatto Ambientale della stessa Regione Abruzzo a bocciare il progetto. Anche il Corpo Forestale e il Parco d'Abruzzo si schierarono a difesa di questo posto meraviglioso».
Tra le immagini di Flavia Ranalli, che gentilmente ha concesso questa galleria, vi è quella dell'Orso bruno che cammina solitario sulle praterie verdeggianti.
E' stata scattata pochi giorni fa, proprio in coincidenza della divulgazione della notizia della
sentenza.
«Si potrebbe dire», chiude De Sanctis, «che la Natura ha scelto il modo migliore per ringraziare tutti coloro che si sono impegnati in questi anni per difendere questa montagna».
Il Wwf si unisce a questi ringraziamenti.

21/06/2010 9.24