Aumento tariffa acqua, manca quorum tutto da rifare

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Aumento tariffa acqua, manca quorum tutto da rifare
PESCARA. Non doveva andare così. Ieri pomeriggio nella sede dell’Ato pescarese si doveva votare l’aumento della tariffa. Invece qualcosa è andato storto.
E' successo che alcuni dei sindaci che dovevano votare l'aumento tariffario dell'acqua più contestato della recente storia locale hanno deciso di abbandonare l'aula o di votare contro.
Un fatto nuovo e diverso rispetto al passato, probabilmente merito di una riflessione più approfondita che è mancata gli scorsi anni quando comunque si sono votate decisioni importanti e documenti fondamentali senza spirito critico.
E chissà quanto è pesata la diffida formale inoltrata dall'associazione Codici ai vari primi cittadini.
Erano presenti in assemblea, al momento della votazione (pochi attimi prima hanno lasciato l'aula cinque, sei sindaci), 39 Comuni quindi il numero legale per l'assemblea c'era (quorum strutturale, ovvero la metà più uno e quindi ne bastavano 33).
Quello che è mancata è stata la maggioranza qualificata dei voti (quorum funzionale).
Al momento della votazione 32 comuni si sono schierati a favore dell'aumento della tariffa ma 7 contro (Tocco da Casauria, Manoppello, Castiglione a Casauria, Rapino, Sant Eufemia, Serramonacesca, Torre de Passeri).
Per approvare la modifica del piano d'ambito erano necessario raggiungere una maggioranza di almeno 32 voti +1.
La variazione della tariffa verrà riproposta venerdì 2 luglio.
«Volere o volare l'aumento si deve approvare», ha commentato questa mattina il segretario dell'Ato Fabrizio Bernardini.
Fino a quel giorno si potranno approfondire ulteriormente aspetti ancora poco chiari e pretendere risposte certe sui numeri.
Quelli degli sprechi e delle scelte scellerate che urlano vendetta.
Per Rifondazione comunista la mancanza del quorum «è un fatto positivo, peccato che il rinvio sia causato dalla mancanza del quorum e non da un ravvedimento operoso».
«Ribadiamo la richiesta di un'immediata convocazione dell'assemblea dei soci dell'Aca spa finalizzata a un drastico taglio dei costi eccessivi di gestione», ha spiegato Maurizio Acerbo, mentre Rizziero Zaccagnini, sindaco di Tocco, ha formalizzato la proposta che ha bisogno della sottoscrizione dei sindaci che rappresentino un decimo delle quote.
Secondo Rifondazione «l'aumento delle tariffe, seppur ridotto rispetto alla previsione iniziale, rimane comunque ingiustificato».
La maggioranza dei sindaci però non ha voluto finora mettere mano ai conti dell'Aca spa e preferisce far pagare il costo di sprechi e clientele alla cittadinanza.
Del resto lo stesso presidente Ezio Di Cristoforo ieri a PrimaDaNoi.it ha utilizzato toni rassicuranti e confermato che il bilancio è perfetto e che per la prima volta sono stati raggiunti risultati record.
Nessun sospetto circa «l'ingegneria contabile» come pure l'aveva definita l'assessore Marcello Antonelli.
«E' vergognoso», ha voluto ribadire Rifondazione, «che il sindaco di Pianella, ex-presidente dell'Ato rinviato a giudizio per la vicenda del depuratore di Pescara (“Fangopoli”) e con richiesta di rinvio per quella dell'erogazione di acqua contaminata, partecipi come se nulla fosse all'assemblea dei sindaci ovviamente per perorare l'aumento della tariffa. E' ancor più vergognoso che lo stesso D'Ambrosio, invece di dimettersi da tutte le cariche pubbliche, proponga che gli investimenti vengano destinati prioritariamente ai comuni dei sindaci che dicono sì all'aumento delle tariffe».
«E' emblematico –ha fatto notare,invece, Corrado Di Sante, segretario provinciale- che l'Ato pescarese abbia sede e si riunisca presso il palazzo di Confindustria invece che in locali messi a disposizione dai comuni dell'ambito».
«Da dieci anni», ha aggiunto, «un servizio e un bene pubblici vengono gestiti in maniera privatistica per alimentare sistemi di potere e consenso a spese della cittadinanza. Il commissario della Regione invece di invocare l'aumento della tariffa formuli sulla base dei dati in suo possesso una proposta di cura dimagrante per l'Aca spa e il “partito dell'acqua” che al miracoloso risanamento dei conti non ci crede nessuno».
La mobilitazione continua alla ricerca della quadratura del cerchio.

18/06/2010 9.32

LA SODDISFAZIONE DI CODICI: «AUMENTO BOCCIATO»

«Non possiamo che esprimere un giudizio estremamente positivo – afferma Domenico Pettinari Segretario di Codici – su quanto è accaduto ieri. Prima della votazione ho ricevuto alcune telefonate – continua Pettinari – da parte di sindaci che mi chiedevano spiegazioni sulla diffida penale, e io, che avevo già pronto l'esposto sul mio tavolo ho dato loro lettura della denuncia. Credo che Codici abbia contribuito fattivamente sull'esito del voto ma vorrei comunque sottolineare che ieri è stato bocciato l'aumento e non vedo il motivo per cui si ripropone la votazione in assemblea. E' assurdo – conclude Pettinari – è come se si volesse forzare a tutti i costi la volontà dell'assemblea che già si è pronunciata. Non si può riproporre all'infinito sul banco dell'assemblea una questione già posta a votazione, questo significherebbe voler costringere con il tempo anche chi ha votato contro o si è astenuto a votare. Ribadisco altresì che qualora l'aumento dovesse passare Codici non esiterà a depositare le denunce contro i sindaci».