Di Orio preoccupato per il Crab: «Chiodi ci aiuti, situazione disperata»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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L'AQUILA. Il mancato finanziamento del Piano Regionale delle Ricerche mette a rischio la più importante struttura abruzzese di ricerca applicata alle biotecnologie.


In pericolo c'è anche il posto di lavoro di 26 dipendenti ad elevatissima qualificazione scientifica e professionale che da marzo non percepiscono gli stipendi.
L'Università dell'Aquila, istituzione che ha costituito e partecipa al Consorzio di Ricerche Applicate alle Biotecnologie (Crab), ha rappresentato al presidente della Regione Chiodi la grave crisi finanziaria in cui versa l' ente a causa del ritardo nell'approvazione del Piano Regionale delle Ricerche 2010, presentato alla Regione Abruzzo fin dal 5 marzo 2010.
«La necessità dei finanziamenti regionali per la prosecuzione dell'attività di ricerca del Crab», spiega il rettore Ferdinando Di Orio, «deriva dalla natura stessa del Consorzio e dei progetti europei e nazionali che prevedono sempre co-finanziamenti da parte di enti pubblici e/o privati. Il ritardo nei finanziamenti regionali rischia di compromettere definitivamente la prosecuzione della attività di ricerca applicata svolta in questi anni dal CRAB, che ha raggiunto significativi risultati sia sul piano scientifico sia su quello delle ricadute industriali sul territorio regionale».
«Senza i finanziamenti regionali – continua il rettore di Orio - il Crab non può far fronte alla perdita di esercizio al 30/04/2010 di € 359.706,04 (non considerando gli ammortamenti di fine esercizio), a fronte di una difficile situazione patrimoniale che di fatto impedisce l'accesso al credito bancario e comporta l'impossibilità dell'erogazione degli stipendi ai 26 dipendenti fin dal mese di marzo 2010. Si tratta di personale altamente qualificato, con grande esperienza professionale acquisita durante i 15 anni di attività della struttura».
«La crisi economica che sta investendo anche il settore industriale della nostra regione – secondo il rettore di Orio - rende sempre più indispensabile un ruolo attivo delle istituzioni locali nel sostegno di enti , come nel caso del CRAB, che rappresentano elettivi strumenti di mediazione tra scienza e società, in grado di realizzare pienamente quella economia della conoscenza, che rappresenta il tratto distintivo delle nazioni più avanzate».
Sarebbe davvero «imperdonabile» per il rettore, se, a causa del mancato sostegno finanziario, venisse messa a rischio la sopravvivenza stessa del Crab.
«Spero che questa situazione – conclude il rettore di Orio - possa presto sbloccarsi. Confido nelle promesse fatte dalla Giunta Chiodi, che ora devono essere concretizzate in strategie operative finalizzate alla valorizzazione economica della conoscenza».

17/06/2010 16.40