Villa Pini in vendita per 40 milioni

Alessandro Biancardi

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Villa Pini in vendita per 40 milioni
CHIETI. Euro più, euro meno: ci vogliono 40 milioni per acquistare Villa Pini: le mura, l’attività, il parco e l’avviamento della clinica.
La valutazione della Società di revisione Ernst &Young è stata, infatti, consegnata al curatore fallimentare, secondo i tempi previsti.
Come l'avvocato Giuseppina Ivone ha detto ai sindacati durante l'ultimo incontro, a giorni partirà la procedura per la vendita.
Ci vorrà un po' di tempo, ma già è in preparazione il programma di liquidazione da sottoporre al Comitato dei creditori.
Dopo la sua approvazione, il documento passerà all'esame del giudice fallimentare che autorizzerà le azioni previste dal curatore nel programma.
Poi scatteranno i tempi per la gara vera e propria che avverrà alle condizioni e con i requisiti fissati dalla curatela.
Un'accelerazione improvvisa di tutta la vicenda o tempi tecnici rispettati?
Se la procedura si completasse entro l'estate, sarebbe un miracolo per il quale il tribunale fallimentare di Chieti non è ancora attrezzato. Poiché invece per la vendita ci vorranno molti mesi, siamo nei tempi previsti e già resi noti più volte.
Insomma una risposta rapida a chi ipotizzava tempi lunghi, viste le peripezie con la Regione per gli accreditamenti e le difficoltà per l'esercizio provvisorio.
In realtà, lontano dai riflettori, la squadra della Ivone ha completato l'inventario ed entro i 60 giorni previsti dalla legge fallimentare ha preparato il programma di liquidazione.
Ed ha bruciato anche le speranze di chi pensava ad un possibile affitto della Clinica durante la procedura, il che avrebbe dilatato i tempi della vendita e dei pagamenti ai creditori (dipendenti compresi) e messo in campo variabili difficili da controllare.
Ora, invece, fissata la cifra, ci sarà la scrematura delle società interessate all'acquisto e forse l'arrivo di qualche imprenditore più grosso e disposto ad investire quasi 80 miliardi delle vecchie lire.
Poco? Tanto?
Le valutazione che imprenditori locali avevano azzardato si aggiravano attorno ai 25 milioni di euro, ma evidentemente tenevano conto più dell'aspetto “fallimentare” in senso lato della storia Clinica che del suo valore reale, basato sulle possibilità di fatturato e sulla consistenza immobiliare.
Naturalmente la decisione di mettere a gara Villa Pini non distoglie la curatela dagli altri adempimenti che sono la ripresa delle attività sanitarie, sempre più vicina, e la salvaguardia del posto di lavoro dei dipendenti attualmente in servizio nell'organico della Clinica.
Forse sarà proprio la vendita, da molti desiderata come la fine di un incubo, il momento di svolta di questa vicenda assurda, dove si intrecciano imprenditoria malata e politica, malaffare e sacrifici inenarrabili dei dipendenti che hanno fatto scuola per la dignità con cui hanno difeso il proprio diritto al lavoro.
Sebastiano Calella 17/06/2010 9.13