Aumento tariffa, Caputi insiste:«unico strumento». Codici:«vi denunciamo»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Aumento tariffa, Caputi insiste:«unico strumento». Codici:«vi denunciamo»
PESCARA. Braccio di ferro tra l'associazione Codici e il commissario straordinario Caputi in attesa della votazione dell'assemblea dei sindaci sull'aumento della tariffa dell'acqua, prevista per domani pomeriggio alle ore 16.
Questo pomeriggio è in programma una conferenza stampa organizzata dal capogruppo del Pdl al Comune di Pescara, Lorenzo Sospiri, e dall'assessore, Marcello Antonelli, per chiarire le mosse di domani.
Il commissario è il sostenitore e promotore dell'aumento della tariffa, unico modo, sostiene, per ripianare una situazione economica disastrosa .
Ma Codici promette battaglia nel caso in cui i sindaci dell'Ato pescarese domani dovessero votare sì all'aumento.
L'associazione dei consumatori nei giorni scorsi aveva già inviato una diffida a Caputi, al presidente per la Vigilanza sull'Uso delle Risorse Idriche (Co.Vi.Ri.) (organo di controllo governativo inerente l'aumento della tariffa dell'acqua), a non procedere all'aumento tariffario del canone dell'acqua «riservandosi ogni azione penale, civile e amministrativa atta a tutelare i cittadini utenti del servizio».
Nella motivazione l'associazione ha inserito tutti i punti deboli e le falle riscontrate dallo stesso commissario nella gestione dell'acqua negli ultimi 7 anni.
Caputi ha però preso carta e penna e scritto una lettera -in tempi record per una amministrazione che non ha quasi mai risposto- dai toni pacati quanto decisi.
Succo della missiva: la tariffa è l'unico strumento che ho in mano per sistemare la situazione.
Nella lettera, 3 pagine ricche di dettagli e precisazioni, il commissario conferma nuovamente tutte le falle della gestione della mala gestione del partito dell'acqua.
L'associazione ha ringraziato per la replica («mai nessuno ci aveva risposto ad una diffida e per questo ringraziamo Caputi») ma ha annunciato di voler andare avanti comunque sulla propria strada e ha confermato che procederà alla denuncia penale e contabile dei sindaci in caso di approvazione dell'aumento.

CAPUTI: «UNO STRUMENTO NELLE MIE MANI»


Caputi nella sua missiva sottolinea che tra i compiti che gli sono stati assegnati con il decreto della giunta regionale vi è anche quello di riportare alla normalità il sistema, l'aggiornamento dei piani d'ambito.
L'aggiornamento, chiarisce Caputi, «è stato curato dagli uffici dell'Ente d'ambito con il supporto scientifico dell'associazione nazionale enti d'ambito, organizzazione senza scopo di lucro. Per la prima volta dal 2003 il piano non si basa più su stime ma su dati effettivi della gestione e si fonda quindi su dati veri».
Il commissario ricorda anche che nel corso degli anni sono state deliberate dall'ente d'ambito delle modifiche tariffarie, l'ultima risale al 2006, «in violazione delle procedure previste dalla normativa in materia di metodo normalizzato».
Questo vuol dire, chiarisce sempre Caputi, «che le tariffe non erano coerenti rispetto a quanto previsto dal Piano d'Ambito e, come è logico nel momento in cui ci si pone al di fuori delle norme, si sono determinati evidenti effetti negativi sulla gestione, lasciando aperta la possibilità ad ognuna delle parti di poter giustificare il mancato raggiungimento dei risultati attesi».
Le tariffe furono riviste, insiste, «senza tener conto dell'andamento degli investimenti e dei mutui accesi dai Comuni, dal numero dei Comuni che avevano effettivamente conferito a quel momento la gestione del Sii al gestore Aca, né tantomeno dei costi operati e dei risultato della gestione attuata da Aca.'aver tenuto artificiosamente bassa la tariffa peserà sulle generazioni future non potendosi evitare quegli investimenti che servono a garantire la qualità dell'acqua e del servizio».
Sugli errori del passato Caputi sottolinea che il nuovo piano d'ambito «non è deputato a rilevare le responsabilità» ma ha come scopo «programmare il futuro dando la possibilità a questo settore di ripartire nel rispetto delle regole».
Il commissario rassicura però l'associazione Codici che «i commissari che si sono succeduti alla guida dell'Ente hanno evidenziato presso le sedi competenti le irregolarità riscontrate e continueranno a farlo, visto l'obbligo di denuncia».
Una notizia forse nuova quella di denunce passate che tuttavia non hanno sortito alcun effetto e sarebbe interessante capirne il perché.
«Non confondiamo il medico con la malattia», chiede Caputi: «sto agendo secondo mandato cercando di ristabilire le regole con gli strumenti che il quadro normativo vigente mi ha messo a disposizione e facendo la radiografie della situazione ad oggi».
Quando verrà approvato il nuovo piano d'ambito, chiude infine il commissario, «sarà mio obbligo e cura trasmettere la documentazione alla Co.Vi.Ri per le verifiche previste per legge sulla correttezza del processo di aggiornamento seguito».

Alessandra Lotti 16/06/2010 11.57

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