Pierburg, sale lo scontro tra azienda e dipendenti. Si va verso lo sciopero

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Venerdì scorso si sono svolte le assemblee sindacali dei lavoratori della Pierburg: nero su bianco tutte le contestazioni dei lavoratori che annunciano sciopero a tempo indeterminato.


Sono state mosse critiche nei confronti del gruppo dirigente europeo della Pierburg Pump Technology che, in occasione dell'incontro con le parti sociali, avrebbe mostrato una «radicale inversione di rotta».
«L'azienda», spiegano le Rsu, «ad oggi ufficializza la volontà di non investire più nello stabilimento di Lanciano ma di perseguire la strada della vendita del sito. Tale scelta, risulta essere oltre che un grave atto di scorrettezza nei confronti del tavolo sindacale e di tutte le maestranze, anche un evidente carenza di capacità a sviluppare politiche industriali chiare, credibili e prive di pregiudiziali politiche».
Le assemblee non hanno bocciato a priori la possibilità di vendita ma hanno chiesto che venga effettuata «con cura» un' analisi ed approfondimento sul progetto industriale che sarà presentato e sull'attendibilità della società che si farà carico di sostenerlo.
Inoltre i sindacati rivendicano il rispetto degli accordi raggiunti con il direttore Nenning circa il trasferimento presso Lanciano di linee di produzione (3 linee così suddivise: due pompe a vuoto presenti a Neuss ed un collettore di aspirazione in plastica presenti ad Hartha), a supporto dello stabilimento abruzzese che vive la crisi del settore automotive.
Critiche sono state mosse anche alla richiesta aziendale di trasferire linee di importanza vitale da Lanciano ad altri stabilimenti del gruppo: «è prematuro visto lo stato embrionale della trattativa»
L'arco temporale che intercorre tra l'incontro avvenuto a Chieti e l'appuntamento fissato per il 20 luglio 2010, è inoltre considerato troppo esteso
«Se la società non dovesse rispondere positivamente ai nostri punti», annunciano i sindacati, «sarà indetto lo stato di agitazione dell'intero sito produttivo con conseguente proclamazione dello sciopero a tempo indeterminato».

16/06/2010 10.33