«50mila euro a ditta privata per lavori che potrebbero farsi in casa»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PIANELLA. Il Consiglio Comunale di Pianella ha approvato a maggioranza il bilancio di previsione 2010, ma dalla opposizione si sollevano parecchie critiche all’operato della giunta D’Ambrosio.



«L'anomalia più evidente - denuncia il capogruppo di Rinasce Pianella Sandro Marinelli - attiene ad uno squilibrio di parte corrente (singolare in fase di previsionale) pari ad oltre 400.000 euro che viene ancor più accentuata dalla poco lungimirante scelta di copertura affidata in parte allo storno del 75% degli oneri di urbanizzazione ed in parte alla vendita del patrimonio immobiliare dell'ente per ulteriori 260.000 euro, senza che vi sia alcun intervento strutturale, ma solo soluzioni tampone che ripresenteranno lo stesso deficit in maniera ancora più grave il prossimo anno ed allora chissà cosa venderemo...».
Il capogruppo della minoranza ha predisposto insieme ai consiglieri Berardinucci ed Aramini una serie di emendamenti per razionalizzare la spesa superflua per evitare che la scure si abbattesse su agricoltura, scuola e cultura.
«La maggioranza», contesta Marinelli, «si è trincerata a difesa di un bilancio che danneggerà ulteriormente lo sviluppo ed il futuro della nostra collettività».
Anche sul piano triennale delle opere pubbliche l'opposizione ha mosso delle critiche a causa del «colpevole ritardo» della maggioranza nel comprendere la necessità di affidarsi alla progettazione di fonti energetiche alternative: «dopo avere bocciato lo scorso anno l'emendamento dei consiglieri di opposizione che proponevano la realizzazione di un parco fotovoltaico, lo stesso compare nel piano opere pubbliche odierno della maggioranza, con la non trascurabile differenza che oramai non ci sono più i finanziamenti statali dello scorso anno e, pertanto, occorrerà ricorrere ad un leasing per 3.200.000 euro».
«La incapacità di elaborare soluzioni innovative e di intercettare finanziamenti esterni, tuttavia – conclude Marinelli – ha trovato il proprio apice nell'approvazione di due delibere che segnano il tratto genetico di matrice clientelare di questa maggioranza»: mentre si è costretti a vendere gli immobili e a pagare oltre 400.000 euro all'anno di interessi passivi, è stata infatti approvata una spesa di 50.000 euro (oltre IVA), per affidare i lavori ad una ditta esterna («rigorosamente a trattativa privata», sottolinea Marinelli) per rivedere la toponomastica.
Ma secondo la minoranza il servizio poteva senza alcun problema essere svolto dal personale in dotazione all'ente, «al limite avvalendosi della cooperativa comunale Arcobaleno per la rilevazione e, caso ancor più grave, si delibera la acquisizione del ramo di azienda, con procedura peraltro ampiamente illegittima, per le strutture necessarie a far funzionare la nuova Risco Pescara s.r.l., accollandosi il pagamento dell'intero prezzo poiché gli altri Comuni soci non hanno voluto investire nemmeno un euro in questa ennesima avventura imprenditoriale di D'Ambrosio, le cui disastrose conseguenze economiche graveranno ancora una volta sulla cittadinanza».

16/06/2010 9.05