Filovia, Consiglio straordinario con un nulla di fatto

Alessandro Biancardi

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Filovia, Consiglio straordinario con un nulla di fatto
PESCARA. Si è consumata ieri pomeriggio una seduta consiliare straordinaria molto vivace e partecipata da un folto pubblico di famiglie e anziani. Ore di conversazione e scontri verbali per un nulla di fatto.
Allo scoccare della fatidica ora della partita della Nazionale di calcio, è stata rimandata la votazione della delibera di proposta popolare sul cambiamento del tracciato della filovia che escluderebbe la strada parco.
1500 firme hanno fatto sì che approdasse subito in Consiglio il progetto (ancora senza approfondimenti tecnici) dell'associazione Strada Parco, presieduta dall'ex consigliere comunale Mario Sorgentone, che cambia il percorso della filovia traslando dalla strada a parco a via Verrotti e via Caravaggio.
Per l'ennesima volta ieri si è assistito ad un gran parlare ma senza le carte che dopo tanti anni mancano ancora all'appello.
Ma in compenso non sono mancati gli insulti personali tra consiglieri e qualche parola è volata anche dal pubblico verso gli scranni soprattutto quando l'esponente di Pescara Futura, Michele Di Marco, ha affermato che «i tralicci sono d'arredamento per la città».
Tra i tanti che affollavano la sala, c'erano anche le tre residenti della strada parco che sono in sciopero della fame da 5 giorni sotto la supervisione di un medico.
L'adesivo attaccato sulle maglie dei cittadini sintetizzava il motivo della loro presenza : «Filò? Meglio di no. Io amo la strada parco».
Siparietti, parole di troppo ed offese sono andati in scena anche fuori dal Consiglio comunale. Mentre dentro anche il Pd è sceso a difesa della strada parco con diversi interventi.
Invece il Pdl, compatto, ha espresso fermo dissenso a fermare la realizzazione della filovia perché «opera strategica fondamentale per attuare il reale decongestionamento del traffico urbano».
Dal pubblico grida e rispostine a tono su tutti gli interventi dei consiglieri.
Una coperta troppo corta quella dell'affaire “Filovia (o meglio Filò)” che rende i due schieramenti vulnerabili e poco credibili agli occhi dei cittadini: il Pd perché «è stato in carica per tanti anni e non ha difeso la strada parco, e se ne ricordano ora?», il Pdl perché visto da molti cittadini come portatore di «propri interessi» non meglio specificati.
Interessi e conflitti emersi anche di recente e che riguardano per esempio l'attuale dirigente del Comune di Pescara, Bellafronte Taraborrelli, che si occupa di Filovia per l'ente pubblico mentre è contemporaneamente anche direttore dei lavori per la società mista Sir (da egli stesso presieduta) ed in passato ha seguito il progetto per il Comune di Montesilvano chiamato dall'altro sindaco di centrodestra, Pasquale Cordoma. Del conflitto di interessi non si è parlato e non si deve parlare. Anche il sindaco Albore Mascia ha deciso la linea del silenzio eludendo in maniera poco elegante le nostre domande.
La proposta -che attende comunque una votazione nella quale si prevedono sorprese- di spostare il percorso del filobus, illustrata da Sorgentone, è stata bocciata anche dagli uffici «perché il mezzo avrebbe necessariamente bisogno di un percorso dedicato e riservato per essere efficiente, ecologico ed economico».

CAROLI: «MANCANO DOCUMENTI IMPORTANTI»

Il consigliere Adele Caroli, presidente della commissione Mobilità, (esprimendo comunque parere favorevole al cambiamento di percorso) ha rilevato la totale mancanza di documenti fondamentali sulla filovia.
«Per legge un'opera del genere dovrebbe avere un studio di fattibilità (numero di passeggeri previsti, riduzione autoveicoli e bus,costi di manutenzione, gestione, tariffe, piano economico finanziario)», ha denunciato la consigliera, «ma questo studio non esiste o almeno richiesto non abbiamo potuto verificarlo».
Un intervento, quello della Caroli, apprezzato dai cittadini e che ha messo a nudo la totale mancanza di trasparenza sull'opera ritortasi contro i consiglieri stessi.
Proprio con i voti dei Catoniani e (forse con quelli della Lista Teodoro) e quelli del Pd, la proposta avrebbe buone chance di passare. Ma molte posizioni potrebbero cambiare in questi giorni.

MAGGIORANZA: «LA FILOVIA NON SI PUO' FERMARE»

Anche il sindaco, parlando con qualche cittadino nei corridoi, ha confessato che «il percorso ormai non si cambia perché c'è un progetto già approvato».
«La filovia», ha ricordato il consigliere Carlo Masci (Pescara Futura), «è un cantiere già partito, in cui sono stati già chiesti tre stati di avanzamento, dunque un'opera che non possiamo fermare, ma su cui l'amministrazione comunale, con Regione e Gtm, che è la stazione appaltante, vigileranno per garantire le migliori condizioni alla città».
A chiudere il lungo dibattito è stato il capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri: «Oggi lo stesso centro-sinistra, nei propri interventi in aula, ha invocato addirittura l'istituzione di un Tavolo tecnico per ridiscutere il progetto, ipotesi valutabile, ma mi chiedo dov'era quello stesso centro-sinistra, oggi all'opposizione in Consiglio comunale, nei sei anni in cui ha governato la città. E dove sono stati per sei anni i cittadini che oggi hanno urlato in aula e che oggi chiedono di bloccare, a cantiere partito, le opere, senza preoccuparsi delle eventuali conseguenze, anche economiche, che inevitabilmente ricadrebbero su tutta la città».
Quando i documenti, i dati, gli studi mancano, regnano sovrani i luoghi comuni e le strumentalizzazioni politiche atte a raccattare qualche consenso in più.
Forse solo pochi consiglieri si sono accorti di aver parlato, inveito, gridato su un'opera di cui non si conosce (e «non si riesce ad avere», come ha confermato il consigliere Blasioli) il progetto esecutivo nonostante la spesa per la campagna pubblicitaria e per il sito curati dalla società di comunicazione Mirus di Michele Russo, attuale presidente della Gtm.

Manuela Rosa 15/06/10 11.23

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