San Stefar, Maristella e Villa Pini verso la ripresa

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Un attacco a tre punte, con la difesa a zona presidiata dal sindacato. La squadra che scende in campo quasi ogni giorno per i colori di Villa Pini schiera di punta il curatore Giuseppina Ivone, il direttore sanitario Edoardo Romoli, il commercialista Francesco Cancelli, alle spalle Domenico Rega (Uil), Carmine Ranieri, (Cgil),Vincenzo Traniello, (Cisl), Domenico Morabito (Ugl).


La partita di ieri era destinata a salvare il San Stefar di Pescara, già sfrattato per morosità e che però, per un accordo con i legali della proprietà dei locali, potrà riprendere l'attività, anche se i trattamenti svolti dall'istituto sono quelli in proroga su autorizzazioni già esistenti, senza che l'unità di valutazione della Asl possa autorizzarne di nuovi.
La Uil, con Rega, ha fatto però notare che gli istituti di riabilitazione presenti sul territorio a Pescara hanno lista d'attesa anche di 4/5 mesi, per cui si potrebbe far lavorare di più il San Stefar anche per non far perdere nessun posto di lavoro. Incontro anche con Chiara Angelini per controllare l'equilibrio dei conti di tutto il San Stefar.
Sul tavolo il contratto a suo tempo stipulato da Angelini per la cessione dei crediti dell'istituto di riabilitazione all'Unicredit.
Il contratto è stato revocato dalla curatela e quindi i crediti vantati verso la Regione tornano nella disponibilità della curatela.
I sindacati però non hanno dimenticato le piccole società commerciali che lavoravano a Villa Pini e verso le quali più volte, in particolare la Uil ha invocato parità di trattamento anche in presenza di personale non sindacalizzato e dipendente di società con meno di 15 unità lavorative.
Per questi lavoratori vi è stata un'apertura della curatrice e l'avvio di procedure che porteranno al riconoscimento dell'inserimento nel passivo fallimentare e alla costituzione di collegi di conciliazione per l'assunzione pro quota negli organici delle tre società che, anche se in modo diverso, hanno futuro.
«Noto e apprezzo il grande lavoro della curatrice – ha commentato Domenico Rega – ma ritengo che il nostro interlocutore sia la Regione che ha i cordoni della borsa. La Uil intende andare fino in fondo a questa vertenza, senza sconti per nessuno e ricordando al commissario Chiodi, all'assessore alla sanità facente funzioni e alla sub commissaria Baraldi che fare cassa è possibile, ma farlo succhiando sangue ai lavoratori, inventandosi criteri iniqui che premiano i più furbi e castigano i virtuosi o chi si è trovato nell'impossibilità di essere furbo non è etico, come si usa dire oggi». Quello che infatti non appare nelle comunicazioni ufficiali è anche il destino dei lavoratori liberi professionali, molti dei quali hanno fatto ricorso al tribunale per essere assunti a Villa Pini.
Su queste vicende il curatore ha chiesto un incontro con gli avvocati di questi professionisti per trovare una soluzione di reciproca soddisfazione che non mandi all'aria i conti già difficili dell'esercizio provvisorio. Come capiterà anche per l'Aquila, dove il San Stefar non può riaprire sia perché mancano i soldi per i lavori di restauro, sia perché, come noto e già denunciato dalla Cisl, mancano all'appello i fondi da 1,2 milioni tagliati inopinatamente dalla Regione. Sul fronte della diagnostica per immagini di Villa Pini, cioè la Radiologia, oggi o domani Enrico Piersanti, il tecnico qualificato per il controllo della Tac, dirà entro quando il macchinario potrà ripartire. Intanto il direttore Romoli ha fatto ricontrollare anche il personale, ha restaurato il laboratorio analisi della clinica, ha incontrato il personale di Maristella per mettere a punto alcuni aspetti tecnici nella gestione dei pazienti. Insomma si va verso la piena ripresa di Villa Pini. I ricoveri torneranno quando tutte le attrezzature funzioneranno.

Sebastiano Calella 15/06/2010 9.33