Stalking: genitori abruzzese condannata: «lo Stato ci aiuti»

Alessandro Biancardi

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ATRI. Un ennesimo appello è stato rivolto allo Stato affinché si occupi in maniera adeguata delle condizioni di salute della figlia.


A lanciarlo è stato il padre di Natascia B., la giovane infermiera di origini chietine, arrestata e condannata, secondo caso femminile in Italia, per stalking.
L'appello del genitore, che nello scorso novembre tenne un sit-in dinanzi al tribunale di Teramo e la scorsa settimana dinanzi alla sezione distaccata di Atri, c'é stata in coincidenza con il trasferimento della giovane donna all'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle
Stiviere, in provincia di Mantova.
Gli agenti di polizia penitenziaria l'hanno prelevata nella clinica Villa Serena a città Sant'Angelo, dove era ristretta agli arresti domiciliari dopo aver trascorso 109 giorni di reclusione nel carcere Castrogno.
Natascia B. è stata condannata la scorsa settimana dal giudice del tribunale di Atri a 19 mesi di reclusione perché riconosciuta colpevole di stalking per aver molestato e perseguitato l'ex fidanzato, un imprenditore di Atri.
La donna soffre di una particolare forma degenerativa del morbo di Parkinson e le sue condizioni fisiche e psicologiche, secondo anche quanto sostenuto da alcuni periti interpellati nel corso
del processo, sono notevolmente peggiorate.
Essendo però stata giudicata parzialmente capace di intendere e volere, il tribunale ne ha ritenuto sufficiente la capacità di affrontare il giudizio.
15/06/2010 9.17