Tullo : «85% dei comuni abruzzesi a rischio frane, alluvioni, erosioni»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il dissesto idrogeologico, che interessa il fragile territorio italiano, da sempre maltrattato, non risparmia certamente l’Abruzzo.

I dati sul dissesto idrogeologico riportati dal Piano per l'Assetto Idrogeologico dei Bacini Abruzzesi e del Bacino Interregionale del Fiume Sangro, approvato nel 2008, sono eloquenti: 258 le località abitate instabili, l'85% dei comuni abruzzesi è a rischio frane, alluvioni ed erosioni.
Una situazione difficile già nota e denunciata [url=http://www.primadanoi.it/notizie/12145-Legambiente-in-Abruzzo-7-comuni-su-10-hanno-case-in-aree-a-rischio]più volte[/url] che probabilmente con il passare degli anni, se non ci saranno interventi risolutivi, sarà destinata a peggiorare ulteriormente.
«In termini percentuali oltre il 12% del territorio regionale è interessato da dissesti». Questa la situazione abruzzese, descritta da Nicola Tullo, presidente dell'Ordine dei Geologi dell'Abruzzo, alla vigilia del Forum Nazionale sul dissesto idrogeologico in Italia sul tema “Le Frane in Casa”, in programma il 16 giugno al Centro Congressi “Frentani” di Roma.
Seicento geologi, provenienti da tutta Italia, parteciperanno all'importante evento voluto ed organizzato dagli Ordini Regionali dei Geologi e dal Consiglio Nazionale.
«Le cause del dissesto sono da ricercarsi quasi sempre nelle radicali modificazioni degli equilibri idrogeologici lungo i corsi d'acqua  - ha proseguito Tullo - e nella scarsa manutenzione del territorio da parte dell'uomo che fa si che ogni qual volta piova un poco più del normale interi paesi vadano in crisi, come nel periodo  2003-2005 quando furono emessi ben 4 decreti di “calamità naturale” a causa degli ingenti danni subiti che, in gran parte, potevano essere evitati solo con una normale manutenzione del territorio».
Purtroppo a questi eventi si sono associati anche fenomeni di proporzioni notevoli come la frana di Caramanico, che con una superficie di almeno 5.000 metri quadrati sta scivolando a valle verso il Fiume Orta, o l'imponente movimento franoso che interessa la località Colle Grande nel  territorio del Comune di San Martino sulla Marrucina.
«I Geologi da sempre chiedono maggiori attenzioni e investimenti per la conoscenza del territorio – ha aggiunto Tullo - e per la prevenzione dei rischi idrogeologici. Chiedono una maggiore attenzione nei confronti della cultura geologica che significa conoscenza delle dinamiche e sensibilità nei confronti del territorio che cambia».
L'Ordine dei Geologi dell'Abruzzo da anni chiede che venga istituito un Servizio Geologico e Sismico Regionale: una Struttura tecnica specializzata, orientata all'analisi di tutte le problematiche geologiche, idrogeologiche, sismiche, che possa dare assistenza tecnica e scientifica per la prevenzione dei rischi geologici e della difesa del suolo e che possa proporre leggi specifiche.
«Bisogna intraprendere», ha chiuso Tullo, «l'unica strada oggi percorribile che è quella della prevenzione, della manutenzione del territorio e della sua messa in sicurezza».
14/06/10 10.36