Pastore difende Mascia:«maggioranza solida, si vada avanti. Il cavo è priorità»

Alessandro Biancardi

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Pastore difende Mascia:«maggioranza solida, si vada avanti. Il cavo è priorità»
PESCARA. Fin dal suo insediamento si sono manifestati chiari segni di cedimento e problemi di convivenza. Sabato, però, a difendere il gruppo forte che si coagula intorno al sindaco Mascia è sceso persino il senatore Andrea Pastore.

In una lunga conferenza stampa il senatore pescarese ha lanciato messaggi chiari ai dissidenti catoniani ed alcuni vicini a Teodoro che da qualche tempo rivendicano un ruolo e qualche potere in più. Lamentano il mancato accordo preelettorale e soprattutto uno spazio di manovra che ad oggi non hanno.
Quando finiscono sui giornali le polemiche interne ad una coalizione è chiaro che si sono esauriti tutti gli altri canali di dialogo e spesso si rilasciano dichiarazioni per accrescere il proprio potere contrattuale, minacciare o mettere alle strette chi può essere messo alle strette.
Di sicuro qualcosa sta succedendo anche nel centrodestra pescarese nella spartizione degli interessi.
Ci pensa Pastore che prima d'ora era intervenuto raramente nelle questioni cittadine, probabilmente prendendo per una volta il posto di Lorenzo Sospiri, impegnato in questi giorni a leggere le carte dell'inchiesta sui concorsi truccati a Montesilvano 3 anni fa.
Così il senatore Pdl chiarisce le priorità, sicuro che la giunta Mascia possa andare avanti ancora molto, sebbene per un solo voto di differenza…
«La maggioranza di centrodestra al Comune di Pescara ha un voto in più per governare».
Il senatore berlusconiano tra le cose più importanti per la città mette persino al primo posto il cavo dal Montenegro e l'elettrodotto Terna, in perfetto stile governativo e lasciando in secondo piano i problemi legati al lavoro, precariato, la crisi economica o altro.
Ma tant'è anche il senatore Pastore esce allo scoperto e come altri prima di lui inizia la sua azione di persuasione pubblica verso questa opera ancora misteriosa e calata dall'alto (come nelle migliori tradizioni abruzzesi) e giunta ad un passo dalla sua realizzazione senza che nessuno si sia preso la briga di rispondere a qualche inquietante quesito.
Nel suo lungo intervento il senatore Pastore dimentica però un'altra opera prioritaria per la sua coalizione e cioè la filovia, tema difficoltoso in questo momento per il quale molteplici conflitti di interessi non sono bastati per sortire qualche opportuna presa di posizione e dare risposte ai cittadini.
I dubbi anche per questo aumentano e l'argomento si fa sempre più scottante.
Così Pastore assicura (e bisogna fidarsi sulla parola) «l'elettrodotto non produrrà inquinamento», «la tariffa dell'acqua non aumenterà», «l'asse attrezzato non sarà a pagamento».
Per il senatore l'approvazione del bilancio è stato un importante banco di prova per cui la maggioranza c'è e va vanti compatta.
L'ultima sortita riguarda poi la verità sulla ricostruzione dell'Aquila.
«Sento parlare continuamente del connubio tra mafia e ricostruzione», dice Pastore, «ricordo allora che all'indomani del terremoto io stesso, membro della Commissione antimafia, ho chiesto una missione a L'Aquila per evitare infiltrazioni mafiose negli appalti. Ora chiederò di nuovo al Presidente Pisanu di fare ulteriore chiarezza sugli appalti, ma è evidente che gli Organi antimafia non possono occuparsi anche delle questioni più banali e i continui allarmi che si stanno lanciando non fanno bene a L'Aquila».
Il senatore ha infatti parlato di emergenza criminalità organizzata pompata ad arte per le copertine dei giornali.
«Da un parlamentare abruzzese», ha prontamente replicato il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, «ci si sarebbe aspettato che, dopo l'emergere dello scandalo della “cricca”, chiedesse a gran voce un inasprimento dei controlli sugli appalti della ricostruzione! Invece il senatore si rivolgerà al presidente della commissione antimafia per chiedere il contrario. Ma evidentemente i parlamentari abruzzesi del PDL, come anche giunta e consiglieri regionali, si preoccupano soltanto di non irritare i vertici romani».

14/06/2010 9.14

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