Approvato piano recupero ex Sadam, Arboretti: «nuovo sfregio alla città»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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GIULIANOVA. Venerdì scorso in consiglio comunale è stato approvato il piano di recupero per l’area dell’ex Sadam.


Infuocata la seduta e gli strascichi polemici non si placano.
Contrario solo il consigliere Arboretti del Cittadino Governante. Hanno detto sì, invece, la maggioranza, l'indipendente Di Carlo e l'Udc. Si sono poi astenuti i tre consiglieri del Pdl.
Nell'area sud di Giulianova (55mila metri quadrati) sorgerà così un complesso commerciale e residenziale (16 palazzi con una altezza che varia dai 22,50 ai 30 metri) con tanto di aree verdi, parcheggi e un teatro.

«Dopo lo sfregio al paesaggio collinare del Centro Storico accanto alla stradina panoramica delle Fontanelle», ha commentato Arboretti, «dopo la massiccia cementificazione del Pioppeto, ancora una scelta urbanistica infelice che non farà il bene della nostra città».

Nei mesi scorsi anche la Soprintendenza ai beni paesaggistici, interpellata dal Cittadino Governante, aveva dato l'allarme circa le interferenze paesaggistiche che le operazioni previste dal piano di recupero avrebbero comportato.
Dubbi erano stati espressi, infatti, in merito alle altezze dei fabbricati presenti nel progetto.
In una successiva nota però, sempre l'ente aveva chiarito che non possiede alcun potere autorizzativo in materia urbanistica.

Sempre dal Cittadino Governante arriva inoltre un altro grido d'allarme: «il Pd locale vuole modificare il Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale; una novità sconcertante e pericolosa che suona come un bavaglio berlusconiano contro il dibattito, contro le riflessioni, contro la possibilità di una attenta analisi delle questioni pubbliche». Infatti si vorrebbero ridurre i tempi di discussione dei punti all'ordine del giorno dei prossimi Consigli Comunali da 20 minuti (o da 40 nei punti riguardanti il Bilancio o l'urbanistica) a 10. Tutti i consiglieri avrebbero gli stessi tempi, senza alcun distinguo per i capi-gruppo.
«Inoltre», contesta Arboretti, «si vorrebbe cancellare il diritto di replica che fino ad oggi era prevista per una durata massima di 10 minuti; si salvano solo i 5 minuti per la dichiarazione di voto».

14/06/2010 9.30