Provincia Chieti: rivoluzione del personale, costerà 1,2 mln in meno

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Abbiamo completato una riorganizzazione del personale della Provincia che è stata pensata non per dare, ma per fare».


Il presidente, Enrico Di Giuseppantonio, ha sintetizzato così questa mattina il lavoro compiuto dall'amministrazione provinciale, coordinato dall'assessore al Personale e alla Semplificazione amministrativa, Silvio Tavoletta, per riorganizzare i dipendenti dell'ente.
«Abbiamo ridotto – ha spiegato il presidente Di Giuseppantonio – il numero dei dirigenti da 13 ad 8, risparmiando 250 mila euro, abbiamo nominato un direttore generale scelto tra le professionalità che la Provincia già possedeva in organico, con il compito di coordinare i settori, che erano del tutto scollegati e marciavano per conto proprio, abbiamo operato una drastica riduzione degli interinali, chiudendo quella fabbrica delle illusioni creata dalla precedente amministrazione, abbiamo restituito funzionalità alla macchina amministrativa e ingaggiato una lotta senza quartiere contro i fannulloni e gli assenteisti, tramite lo strumento della gestione unica delle presenze, le quali prima venivano rilevate settore per settore. Intendiamo premiare chi lavora di più, chi si impegna al massimo, chi dimostra lealtà e fedeltà all'ente».
Le azioni poste in campo –secondo la Provincia- dovrebbero far scendere di 1 milione e 250 mila euro la spesa per il personale.
«Al momento del nostro insediamento – ha aggiunto l'assessore Tavoletta – abbiamo trovato 13 settori che costituivano 13 repubbliche totalmente indipendenti l'una dall'altra e il primo sforzo realizzato, dopo la loro riduzione, è stato il loro coordinamento, grazie all'opera del direttore generale. I dirigenti sono stati fortemente responsabilizzati al raggiungimento degli obiettivi loro assegnati. Il piano formativo del personale non sarà più in funzione delle esigenze dei singoli dipendenti, ma sarà legato agli obiettivi che l'amministrazione provinciale intende perseguire. Gli interinali hanno forse avuto un valore sociale, ma hanno portato a questo ente maggiori spese ingiustificate, visto che nel momento di massima presenza il loro numero quasi pareggiava quello dei dipendenti, e disorganizzazione, in considerazione della loro inutilità in alcuni uffici. Il lavoro interinale è uno strumento di emergenza che non può essere utilizzato indiscriminatamente e per tale noi lo abbiamo utilizzato e lo utilizzeremo, non superando mai però la quota del 10% rispetto al numero totale dei dipendenti. La riorganizzazione, inoltre, prevede la riattribuzione al personale di ruolo della Provincia di servizi, anche nevralgici, che in precedenza erano svolti dal personale precario, al fuori da ogni possibilità di controllo gestionale».
È in arrivo anche la carta dei servizi dell'ente che dovrebbe permettere ai cittadini di conoscere i loro diritti e i tempi di lavorazione delle loro pratiche e delle loro istanze: «l'ente non sarà mai più una macchina autoreferenziale».
Infine, grandi elogi anche per le relazioni sindacali intraprese.

12/06/2010 14.27