L'ex camping torna alla città. Acerbo (Rc): «Mascia ha la memoria corta...»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Riaperto nella Pineta D’Avalos l’ex camping, un ettaro di verde riaccorpato al lotto 2 della Riserva Naturale.

La superficie per decenni è stata occupata dal campeggio di Pescara, l'unico esistente nel capoluogo adriatico, una struttura attrezzata per la sosta dei camper e degli appassionati della vacanza in tenda o sacco a pelo, situato in una posizione assolutamente privilegiata: accanto a un teatro, che ogni estate ospita grandi eventi, di fronte al mare, alla spiaggia, con gli stabilimenti attrezzati, e dinanzi alla pineta D'Avalos, oggi Riserva Naturale, a due passi dall'ex Aurum, a brevissima distanza dallo stadio Cornacchia e facilmente raggiungibile da camperisti e da coloro che amano la vacanza più avventurosa.
Un campeggio affidato in gestione a privati, e che ha funzionato a pieno regime sino a fine anni '80.
«Poi sfortunate», ha ricordato il sindaco Mascia, «vicende finanziarie hanno purtroppo determinato la sua chiusura e su questo splendido angolo di pineta è sceso il silenzio».
A fine anni '90 l'area è di nuovo tornata alla ribalta delle cronache perché il Demanio aveva dato il terreno in concessione all'Arma dei Carabinieri per la realizzazione di una sede per il Comando provinciale.
Ma la città ha poi assunto una decisione diversa: si è instaurata una trattativa con lo stesso Demanio e con l'Arma che ha accolto la proposta di spostare la futura sede in un sito diverso, individuato nell'area degli ex Monopoli, in via Passo Lanciano, e l'area dell'ex campeggio è tornata alla città.

267 MILA EURO DI LAVORI

I lavori, con atto del 26 marzo del 2009, sono stati affidati all'impresa Sorman di Fossacesia che si è aggiudicata la relativa gara d'appalto per un importo pari a 218mila 84 euro.
«Compito della nuova amministrazione comunale, che ha ereditato l'opera – ha proseguito il sindaco Albore Mascia - è stato quello di far partire materialmente il cantiere, imprimendogli una decisa accelerata: il contratto per l'inizio dell'intervento è stato firmato il 29 giugno del 2009, e registrato il 2 luglio sempre dello scorso anno. Poi è intervenuta una perizia di variante tecnica, approvata il 17 marzo 2010, che ha portato la spesa a 267mila euro, somme che ci hanno permesso di effettuare opere di riqualificazione naturalistica, volte a prelevare e valorizzare il patrimonio ambientale, e opere di recupero delle infrastrutture per migliorare il livello di fruizione della riserva naturale e mettere a sistema le strutture culturali presenti».

Sono stati eseguiti interventi manutentivi come il taglio, la falciatura, il decespugliamento e la pulitura del sottobosco, l'eliminazione delle piante infestanti sui 10mila metri quadrati del Parco, il taglio e l'eliminazione di 153 piante malate e il reimpianto di 73 piante di varie specie vegetali.
E' stata sostituita la recinzione esistente con una nuova realizzata nello stile di quella già installata nei comparti 2, 3 e 4; sono stati sistemati gli ingressi sia dall'ex Aurum che dalla riviera, è stato individuato un percorso natura che conduce direttamente a quello già esistente nel comparto 2; è stato prolungato l'impianto antincendio, sono stati installati elementi di arredo urbano come sedute, cestini, con opere di finitura varie come panchine, realizzate con materiali naturali e situate lungo il percorso natura; ci sono i fontanini collocati a ridosso degli ingressi ed è stato sistemato il marciapiede antistante l'ingresso lato mare con la piantumazione di 4 tamerici.

ACERBO (RC): «MASCIA HA DIMENTICATO QUALCOSA...»

«Il sindaco», ha contestato il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, «ha dimenticato di ringraziare coloro che impedirono al suo schieramento di realizzare la caserma dell'Arma dei Carabinieri proprio su quell'area. Un minimo di stile avrebbe consigliato al sindaco di riconoscere che grazie alla nostra battaglia nel 2003 fu scongiurata una scelta urbanistica sbagliata.
Ricordo che per impedire l'avvio dei lavori organizzammo il blocco nonviolento giorno e notte del cantiere per 15 giorni, raccogliemmo più di 5000 firme, richiedemmo un consiglio comunale straordinario nell'auditorium Flaiano con la partecipazione di un migliaio di cittadini».
L'allora deputato di Rifondazione Nichi Vendola presentò un'interrogazione parlamentare su segnalazione di Acerbo.
«L'intero centrosinistra», continua il consigliere, «assunse la posizione di netta opposizione proposta da Rifondazione e dalle associazioni ambientaliste.
Alla fine il ricorso curato gratuitamente dall'avvocato Salvatore Acerbo per l'associazione Mare Vivo fu accolto dal TAR perché la procedura voluta dalla precedente amministrazione di centrodestra era palesemente illegittima.
Si trattò di una vittoria di tutta la città il cui valore oggi riconosce implicitamente anche Luigi Albore Mascia».

12/06/2010 12.04