Sempre più crisi tra Mascia e catoniani:«eletti grazie al Pdl, oggi infangano»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2500

PESCARA. E' guerra aperta tra Mascia e catoniani (più Pignoli) sulla variazione di bilancio.


Dopo le accuse dei giorni scorsi, il primo cittadino ha cercato di spiegare la situazione dal suo punto di vista. Ma Caroli &c si sono detti insoddisfatti («preso in castagna ha tentato di rigirare la frittata».
I suoi alleati-contestatori sostengono che le somme ricevute come rimborso dalla Regione Abruzzo avrebbero rimpinguato la voce ''staff del sindaco'' ma per Mascia, in realtà quei soldi sarebbero serviti ad «incrementare il fondo destinato al sociale, destinando nuovi fondi al disagio giovanile, ai diversamente abili, alle famiglie. I vari signori come Caroli, Lerri, Marinucci e Pignoli dovrebbero imparare a leggere le carte prima di fare sottolineature errate».
Adesso Mascia, irritato da cotanto affronto arrivato da parte della sua maggioranza, chiede ai catoniani di «aprire una riflessione anche sul proprio ruolo, visto che due di essi (Lerri e Caroli) oggi ricoprono una carica, quella di presidenti di Commissione, grazie ai voti presi dal centrodestra e, in particolare, grazie al simbolo del Popolo della Libertà. Al loro posto, dopo aver assunto una posizione di ostilità demagogica e strumentale, prenderei le distanze dalla maggioranza e mi dimetterei dalla carica di presidente».
Alla conferenza di risposta il sindaco Mascia era accompagnato dall'assessore alle Finanze Eugenio Seccia, dal presidente della Commissione Finanze Renato Ranieri, dai capigruppo e consiglieri del centrodestra, tra cui Lorenzo Sospiri, Amedeo Volpe, dai presidenti delle Commissioni consiliari Lavori pubblici Armando Foschi, Cultura, Augusto Di Luzio, Statuto, Federica Chiavaroli, Affari Generali, Marco Mambella e dal vicepresidente del Consiglio comunale Gianni Santilli.
Il primo cittadino di è detto «indignato» per le accuse «dal sapore demagogico che tentano di infangare alcuni aspetti della realtà amministrativa»

540 MILA EURO DELLA DISCORDIA

La polemica ruota attorno al trasferimento da parte della Regione di un fondo pari a 540mila 208,45 euro.
Si tratta di somme che rappresentano una ‘sopravvenienza' attiva della Regione che in sostanza, ha spiegato Mascia, «nel rifare i conti dell'anno, abbiamo scovato un finanziamento che doveva restituirci, un rimborso relativo ad attività già svolte dal Comune nel settore sociale nell'esercizio 2009, attività che la Regione aveva finanziato solo parzialmente, e che comunque il Comune di Pescara aveva dovuto svolgere, anticipando personalmente le somme dovute».
«Per poter effettuare tali iniziative», ha aggiunto il sindaco, «abbiamo ‘rosicato' fondi da altri capitoli di bilancio, per garantire lo svolgimento di servizi di assistenza che avevamo già previsto e avviato. Ora la Regione ha effettuato i nuovi conteggi e ci ha restituito le somme dovute per il sociale, somme che in realtà l'amministrazione comunale ha però già speso. Pur non avendo alcun obbligo di legge l'amministrazione ha comunque deciso di destinare l'86 per cento della spesa al sociale finanziando quattro diverse voci di intervento».
172mila 482 euro sono stati assegnati a finanziare interventi vari a favore di minori e delle famiglie in condizioni di disagio; 210mila 208,45 euro sono stati dirottati su interventi a favore di persone diversamente abili; 10mila euro sono destinati a spese per interventi di contrasto al fenomeno del disagio giovanile; 67mila 518 euro sono destinati a finanziare trasferimenti di risorse verso i partner progettuali in attività di inclusione sociale.
«Solo 80mila euro della somma intera», ha ribadito Mascia, «dunque il 14 per cento della spesa, è stata destinata a finanziare parte dei lavori di sistemazione dell'area antistante piazza Primo Maggio per l'allestimento dello Stadio del Mare, un'opera che la nostra amministrazione reputa indispensabile nell'attuazione».
In merito alla ‘distrazione' di fondi dirottati sullo staff del sindaco, «è una falsità – ha proseguito il sindaco Albore Mascia -: oggi il mio staff è composto da appena due componenti della segreteria a fronte delle 23 persone di staff del precedente governo: nel 2006 la spesa per il solo staff era pari a 1 milione 100mila euro, spesa spalmata nei vari settori, di cui 364mila solo di segreteria; nel 2007 la spesa di segreteria è stata pari a 356mila euro; nel 2008 295mila euro; nel 2009 171mila euro, spesa che mi appartiene solo per sei mesi. Oggi per la mia segreteria e il mio staff abbiamo previsto appena 123mila euro, ossia un terzo del 2006, spesa che comprende anche il consulente Michele Lepore e 20mila euro per il Direttore del Festival Internazionale Dannunziano, Stefano Angelucci Marino che ha già lavorato gratis per un anno per l'allestimento dell'evento. E tra l'altro, in questo caso, quei 20mila euro provengono da un rimborso erogato dallo Stato per le spese anticipate dal Comune per la manutenzione del Tribunale».

«L'ATTACCO FRONTALE» AI CATONIANI

«Ritengo sia giunto il tempo per i consiglieri della Democrazia per le Autonomie di fare una riflessione – ha ripreso il sindaco Albore Mascia -: innanzitutto se sono consiglieri è solo grazie alla nomina di quella giunta di cui oggi chiedono l'azzeramento che ha permesso uno slittamento tra i non eletti e il loro ripescaggio; inoltre è chiaro che oggi rivestono la carica di presidenti di Commissione solo grazie ai voti del centro-destra, mi chiedo allora perché non facciano una riflessione e, assunta una posizione di ostilità demagogica, strumentale e inavveduta, al loro posto mi dimetterei dalla carica di presidente».

Ma per i catoniani la replica di Mascia è stata «maldestra»: «ha parlato indifferentemente e in modo alquanto confusionario sia dei fondi statali che di quelli regionali giustificando scelte cherestano molto discutibili. Il sindaco ha tirato fuori la tesi che, nel predisporre il bilancio 2009, erano stati previsti finanziamenti per il sociale sottraendoli ad altri capitoli di spesa. Quindi, con una giravolta meritevole di miglior causa, ha detto che si trattava di rimettere quei sodi dove erano stati prelevati. Invece ribadiamo che i fondi regionali sopravvenuti dovevano anch'essi essere destinati al settore sociale».
Per lo staff della sua segreteria, hanno continuato gli alleati-contestatori, Albore Mascia «si è fatto scudo del fatto che i suoi collaboratori sono pochi mentre quelli del suo predecessore erano molti di più e che i famosi 20mila euro riguarderebbero la consulenza del responsabile del Festival dannunziano. Argomentazioni che non convincono».
E Caroli e Lerri contestano anche l' «attacco frontale» in quanto presidenti di commissioni: «Ancora una volta ci ha accusato di ostruzionismo. Un'argomentazione che non regge. Di fronte allo sfascio di questa amministrazione ad Albore Mascia non resta altro da fare che azzerare la giunta e riaprire un discorso serio come più volte gli ha fatto sapere chiaramente l'onorevole Giampiero Catone. Per il resto siamo tranquilli e continueremo a vigilare senza fare sconti a nessuno».

12/06/2010 9.17

variaz_bilancio_pescara 2010