Villa Pini, il 20 giugno parte la gara per la vendita

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Villa Pini, il 20 giugno parte la gara per la vendita
CHIETI. Tra quattro giorni sarà presentato il programma di liquidazione per Villa Pini e il 20 giugno la clinica verrà messa in gara per la vendita.


Brucia le tappe il curatore fallimentare Giuseppina Ivone che in pochi mesi è riuscita a mettere ordine nella contabilità della società e ad impostare anche un esercizio provvisorio molto difficoltoso.
Una specie di corsa ad ostacoli con possibilità di qualche record, anche se è uno sport nel quale l'avvocato romano non pensava di cimentarsi mentre eccelle nel nuoto: sabato scorso infatti gareggiando alle Naiadi di Pescara per la Canottieri Aniene ha vinto la medaglia d'argento sui 50 metri master.
Ieri l'avvocato Ivone ha avuto l'ultimo incontro con i tecnici della Ernst&Young che le hanno consegnato la valutazione finale della clinica che sarà la base della trattativa per la vendita.
Sul fronte delle iniziative per il rilancio delle attività sanitarie, martedì è atteso il tecnico specializzato per gli apparecchi della Radiologia per la manutenzione straordinaria ed è sempre più vicina la ripartenza di tutte le attività ambulatoriali per le quali sono in corso trattative con la Asl e la Regione, assessorato alla sanità e sub-commissario Giovanna Baraldi.
E' serratissimo il confronto tra Francesco Cancelli, braccio destro del curatore, ed Edoardo Romoli, direttore sanitario di Villa Pini, con i funzionari regionali, da Maria Crocco a Raffaele Sebastianelli, sotto la regìa dell'assessore Venturoni.
Sul tavolo le prestazioni della Riabilitazione psichiatrica per la quale sembrano esserci problemi, non tanto per il numero dei pazienti che si aggira intorno ai 140, quanto per il fatto che improvvisamente alla Regione, dopo anni e anni di “distrazione”, si sarebbero accorti che le strutture che ospitano questi pazienti non sarebbero a norma.
In realtà c'è chi dice sì e c'è chi dice no, una specie di gioco a rimpiattino che nasconde forse altre strategie. Perché a fronte di un nuova disponibilità verbale dell'assessorato per risolvere i problemi sul tappeto, sostanzialmente non si fanno passi avanti per questo settore.

TAGLI A MARISTELLA, IL BUDGET SANSTEFAR SI DIMENTICA DEL TERREMOTO

Per Maristella, invece, dopo l'esame delle singole cartelle mediche, si deciderà quali sono i pazienti che continueranno ad essere assistiti nelle Rsa per disabili mentali e quali a Maristella: la differenza è nella retta che nel primo caso è quasi la metà. Insomma si va sempre più delineando la strategia delle Regione che cerca di tagliare le spese dell'ex gruppo Angelini.
Cosa che ha messo in allarme il sindacato Cisl, quando è venuto a conoscenza delle richieste – finora inascoltate - della curatela per il San Stefar.
In particolare al momento della trattativa sul budget di 10 milioni di euro per il 2010, riferito al fatturato del 2009, è emerso che la spesa per il San Stefar dell'Aquila è stata di 400 mila euro perché si riferiva al solo primo trimestre.
Dopo c'è stato il terremoto. E quindi non si dovrebbe, come fa la Regione, valutare quel fatturato come riferito all'anno 2009. Perché il fatturato vero sarebbe stato 1 milione e seicentomila (400 per 4 trimestri), cioè 1,2 milioni in più. Quindi il budget vero dovrebbe essere 11,2 milioni, invece di 10.

CISL:«LA REGIONE FACCIA SCELTE PIÙ RAPIDE»

Dice Davide Farina della Cisl: «Chiediamo che per L'Aquila venga riconosciuto il fatturato pieno e non quello di un trimestre. Non è possibile far pagare le conseguenze per una presunta mancata produttività del Centro aquilano, visto che il terremoto dovrebbe essere per la Regione un motivo in più per far ripartire l'attività all'Aquila e non il pretesto o l'occasione d'oro per fare risparmi. Se poi – continua Farina – questa scelta si deve soprattutto al Piano di rientro presentato dalla Regione Abruzzo al Governo per il 2010, dobbiamo constatare che, purtroppo, in nome di una presunta virtuosità dei conti, in maniera cinica la Regione è costretta a mettere in secondo piano anche queste semplici considerazioni di buon senso».
La Cisl Fp chiede a Chiodi maggiore tempestività e determinazione nel siglare i contratti del San.Stef.ar. e Maristella, in quanto «ogni giorno che passa in questa provvisorietà assoluta aumentano i disagi per gli utenti dei centri e per il personale».
«E' stupefacente», conclude Farina, «che la Curatela fallimentare sia costretta quotidianamente e da sola ad affrontare emergenze su emergenze: dagli sfratti esecutivi dei centri, al pagamento degli stipendi degli operatori, all'organizzazione del lavoro senza prospettive di budget, alla scelta di chi porre in cassa integrazione ecc. ecc.».


Sebastiano Calella 12/06/2010 8.57

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