Concorso Dezio, manca notifica: udienza rinviata al 12 novembre

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

1510

PESCARA. Rinviata al 12 novembre, per una mancata notifica ad una teste, l'udienza a Pescara per l'ex sindaco del capoluogo Luciano D'Alfonso.





L'ex primo cittadino deve rispondere di abuso patrimoniale nella vicenda relativa al concorso per l'assunzione, come dirigente comunale a tempo indeterminato, del suo ex braccio destro, Guido Dezio.
Nella prossima udienza sarà ascoltato, su richiesta del pm, Paolo Pompa, anche l'attuale assessore regionale Carlo Masci - all'epoca dei fatti consigliere comunale del centrodestra - estensore con altri dell'esposto sul concorso.
La mancata notifica che ha determinato il rinvio di questa mattina riguarda una dirigente regionale che già nelle scorse settimane non aveva ricevuto la notifica a causa delle difficoltà insorte nel post sisma. L'udienza era stata rinviata ed il giudice aveva disposto di ripetere la notifica e di raggiungere il teste ad ogni modo anche perché si trattava di notificarla sul posto di lavoro (la Regione appunto).
Su richiesta del consigliere regionale Nazario Pagano, il dirigente delle Risorse Umane della Regione Abruzzo, dichiarò che Dezio «non risulta aver mai prestato servizio al Consiglio Regionale d'Abruzzo come dipendente, né a tempo determinato, né a tempo indeterminato».
Tra i testimoni chiesti dal pm Pompa ci sono anche un agente della polizia giudiziaria e Giuseppe D'Urbano, funzionario regionale.
Il collegio ha disposto inoltre oggi l'acquisizione agli atti del processo, chiesta sempre dal pubblico ministero, di copia dei motivi dell'appello all'assoluzione dei tre componenti della commissione del concorso, inizialmente coinvolti nella vicenda.
Per questa vicenda Dezio e' stato già condannato dal gup Guido Campli a quattro mesi per falso mentre, come detto, sono stati assolti i tre componenti della commissione d'esame per il concorso da dirigente amministrativo, Vincenzo Montillo, ex segretario generale del Comune, e gli avvocati Paola Di Marco e Carlo Montanino.
Secondo l'accusa, invece, l'ex sindaco avrebbe procurato intenzionalmente al suo ex braccio destro un ingiusto vantaggio patrimoniale «in violazione delle norme di legge che disciplinano l'accesso alla dirigenza presso il comune»

11/06/2010 14.08