Scuola e tagli, si va verso il blocco degli scrutini

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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MONTESILVANO. Gli insegnanti dell'ITC "Emilio Alessandrini" di Montesilvano hanno deciso di aderire al blocco degli scrutini nei giorni 14 e 15 giugno.


Gli insegnanti che non parteciperanno direttamente allo sciopero divideranno, con i colleghi che bloccheranno, la trattenuta sullo stipendio per la giornata di sciopero.
Inoltre, si è concordato che una rappresentanza parteciperà in autonomia al presidio organizzato dai Cobas davanti alla sede della Rai, in via De Amicis a Pescara, «al fine di restituire visibilità all'opposizione nei confronti della riforma Gelmini, osannata finora dalla maggior parte dei mass-media del nostro paese».
Questo pomeriggio, alle 17, si terrà invece un incontro dei docenti presso il piazzale antistante la scuola in via D'Agnese. I locali dell'istituto non sono utilizzabili poiché manca la convocazione dell'assemblea da parte  di un'organizzazione sindacale.
La riforma Gelmini e la manovra economica rappresentano per gli insegnanti che protestano, «un grave attacco alla scuola pubblica. La legge 133 della finanziaria 2008 (art.64) riduce la scuola ad un contenitore vuoto, in cui non c'è posto per una conoscenza disinteressata né per lo sviluppo di un pensiero libero e critico», denunciano i documenti, «ma solo per l'acquisizione di competenze spendibili sul mercato».
Gli insegnanti contestano la cancellazione di sperimentazioni e riduzione degli indirizzi, l'accorpamento delle discipline ed «eliminazione ingiustificata» di alcune di esse, la diminuzione del monte ore settimanale, l'aumento degli alunni per classe fino a 33, la riduzione delle risorse disponibili per il sostegno degli alunni disabili, la riduzione dei finanziamenti  per le attività integrative ed i corsi di recupero. E poi ancora «la totale eliminazione delle compresenze», i tagli alle ore di laboratorio e tecnico-pratiche i tagli al tempo pieno nella scuola primaria e i tagli al personale tecnico-amministrativo, «con grave danno per l'organizzazione del lavoro».
I tagli previsti per settembre 2010 vedranno la cancellazione di 41.200 posti tra docenti e
personale Ata, dopo i 57.000 tagli dell'anno in corso.
Gli insegnanti chiedono un «immediato confronto con tutte le componenti della scuola con la
partecipazione delle famiglie e degli alunni», l' abolizione dei tagli alla scuola pubblica effettuati a favore del finanziamento della scuola privata, la ridefinizione delle assunzioni a tempo indeterminato per i precari, «in particolar modo in Abruzzo dove sono stati sospesi dagli incarichi anche coloro che vivono il dramma del post-terremoto» e il blocco dei tagli.
Ma soprattutto i docenti chiedono di «restituire alla conoscenza ed alla cultura il ruolo guida per il
progresso sociale e lo sviluppo civile del nostro Paese».
Ultimo appello ai sindacati: «chiediamo in particolare a Cisl e Uil, di riconsiderare la loro
posizione, finora sottomessa alla linea governativa, di proseguire su un percorso comune e di abbattere i muri dell'isolamento cui sono stati relegati tutti i lavoratori».
11/06/10 11.22

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