Giallo sul patto di stabilità a Montesilvano: un documento c’è ma nessuno lo ha

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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MONTESILVANO. “Prospetto per la certificazione degli obiettivi per il Patto di Stabilità 2009”: documento “wanted” per consiglieri e per un revisore. Un giallo che dura da aprile, ma che il sindaco Cordoma ha liquidato con un: «solo strumentalizzazioni: il certificato c’è».
Beh se c'è e non è secretato sarebbe ora di tirarlo fuori.
E' il documento che certifica il rispetto del patto di stabilità da parte del Comune di Montesilvano, ovvero che i conti siano tutti a posto e rientrino in certi parametri stabiliti dalla legge.
Se il Comune è dentro i parametri può permettersi certe spese ed il cordone delle cinghia è un pò più largo, se non è dentro i parametri allora le ristrettezze sono maggiori così come i vincoli.
Stando al verbale di un Consiglio comunale di aprile scorso, questo certificato, a detta di molti consiglieri, sembra introvabile.
Formano un coro unico i consiglieri Cristian Odoardi (Rifondazione Comunista), Leo Brocchi (Proposta Liberale Europea), Feliciano D'Ignazio (Pd), Francesco Maragno (Movimento Verso il Futuro Partito Pdl).
Si dice che alcune cifre siano cambiate strada facendo nel giro di poco tempo e alla fine nel patto di stabilità il Comune ci rientri per soli 5mila euro.
Una difficoltà, quella di rientrare nei parametri, già evidenziata dal parere dei revisori dei conti (allegato al bilancio di previsione 2009) e dal dirigente al settore Ambrosini in una relazione del 24 novembre 2009 («non si può rispettare il Patto di Stabilità»).
Salvo poi trovarsi di fronte ad un altro parere dei Revisori dei conti che ribalta la situazione facendola tornare alla normalità. Pericolo scampato.
«Quindi come si fa a dire che non si rispetta il Patto di Stabilità per diversi milioni di euro e poi a distanza di pochi mesi si rientra nel Patto solo per 5 mila euro?», si è domandato il consigliere D'Ignazio.
Di una situazione capovolta dei conti ha parlato senza mezzi termini anche il consigliere Maragno: «solo pochi mesi fa un collegio dei revisori, indipendente perché eletto dal commissario straordinario, definiva la situazione estremamente grave, talmente grave da denunciare la situazione alla Corte dei Conti perché evidentemente i conti non quadravano ed erano bel lungi dal quadrare», ha aggiunto, «a distanza di pochi mesi sembra che la situazione si sia capovolta e questo ha dello stupefacente».
L'assessore al ramo Emidio Di Felice- sempre in occasione del Consiglio comunale di aprile scorso- tranquillizzò i consiglieri sostenendo che il tutto era stato possibile grazie «ad un'attenta politica di razionalizzazione delle spese ed eliminazione di quelle produttive» nonostante «ci sia stato un aumento delle rate dei mutui relativi ad opere pubblico rilevanti, oltre ad una serie di costi aggiuntivi di anni passati nell'ambito della pubblica illuminazione, spese legali, spesa per custodia autoveicoli ed arretrati Deco ed Ecoemme».
Un altro punto- assolutamente non di secondo piano- messo in evidenza dal consigliere Maragno, è la «mancata consegna al revisore Pelizzi dei documenti necessari ed indispensabili per esprimere il proprio parere».
Pelizzi, infatti, si astenne e non espresse alcun parere.
Al momento dell'approvazione i consiglieri hanno dichiarato di non aver visto la famosa certificazione che sembrava sparita nel nulla.
Al consigliere Leo Brocchi, che aveva fatto richiesta del documento, fu risposto dal dirigente Ambrosini che «in quel momento non si trovava».

CORDOMA E I «VIRTUOSISMI FINANZIARI»

Un giallo per tutti, tranne che per il sindaco Pasquale Cordoma pronto a giurare che il documento c'è e che i consiglieri possono farne richiesta come e quando vogliono.
Ma non è altrettanto pronto ad inviarlo a PrimaDaNoi.it per mettere fine al giallo perché «ci vuole la richiesta di accesso agli atti». La procedura prima di tutto.
«E' una cosa troppo grossa per non esserci», ha commentato il sindaco a PrimaDaNoi.it, «il documento c'è, è stato inviato al Ministero, chiunque può vederlo ma non mi risultano richieste dei consiglieri».
E il revisore perché dice di non averlo?
«C'è qualcuno che invece di fare il revisore fa politica: quello non è un documento che deve essere sottoposto al vaglio del revisore», ha chiosato il sindaco.
Come spiega questo capovolgimento della situazione finanziaria del Comune da «estremamente grave» a «tranquilla, tranquilla»?
«I timori c'erano all'inizio, ma poi siamo riusciti a rientrare in pochi mesi nel patto di stabilità diminuendo le spese correnti», ha spiegato il primo cittadino, «ma abbiamo fatto un buon lavoro e con dei virtuosismi finanziari ce l'abbiamo fatta eliminando le spese improduttive».
Quali spese sono «improduttive» non lo ha spiegato nessuno.
Non è chiaro ed il sindaco non lo spiega come si faccia in pochi mesi a ridurre la spesa corrente di un Comune (composta per la maggior parte dalle retribuzioni dei dipendenti) senza licenziare nessuno.
Devono essere stati proprio dei «virtuosismi finanziari» altrimenti non ci sono altre spiegazioni.
Cordoma si è limitato a dire: «roba troppo tecnica, non so, provi a chiedere al dirigente e all'assessore».
Peccato che sono entrambi in ferie fino a lunedì.
Il giallo continua causa mancata trasparenza.

Manuela Rosa 11/06/2010 10.28

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