Appalti del verde, maxi ribassi e selva di dubbi

Alessandro Biancardi

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Appalti del verde, maxi ribassi e selva di dubbi
PESCARA. Ieri con grande enfasi è stato annunciato da parte dell’amministrazione comunale l’espletamento della gara per l’assegnazione dell’appalto per la manutenzione del verde pubblico.
Lavori per un totale di quasi 500mila euro affidati a tre ditte tutte di Napoli (2 di Melito) su 39 partecipanti che sono riuscite a proporre un ribasso davvero consistente giungendo persino a raggiungere il 54%.
Da una parte, certo, c'è un risparmio rispetto alla base d'asta preventivata dall'altra però sorge qualche dubbio. A chi? Alla Confcooperative di Pescara che ha scritto una lettera al primo cittadino Albore Mascia.
Gasper Rino Talucci, presidente di Confcooperative, parte proprio dal ribasso del 54% e ricorda come cose del genere accadevano anche nella precedente amministrazione, tra le altre cose proprio sugli appalto del verde la giunta D'Alfonso conobbe il suo secondo scossone giudiziario, ben tre anni prima dell'arresto e della successiva decapitazione parziale dell'amministrazione.
«Potrebbe sembrare ad un osservatore disattento che tutto vada per il meglio», scrive Talucci, «i lavori vengono realizzati con un risparmio consistente per la collettività. Vengono però spontanee delle domande.
Le ditte vincitrici riescono a realizzare i lavori con tali ribassi? Forse i tecnici progettisti del suo Comune sono un po' imprevidenti visto che praticano prezzi di progetto eccessivi rispetto ai prezzi di mercato?»
Possibile certo, peccato però che invece i tecnici comunali hanno utilizzato i prezzari di settore, consideranti generalmente congrui. Allora come si fa a decurtare il ricavo di oltre la metà e a farci stare dentro anche il guadagno?
«Di certo», aggiunge Talucci nella lettera a Mascia, «quando dei lavori vengono aggiudicati ad un presso così anormalmente basso una amministrazione attenta come la Sua dovrebbe porsi delle domande. Da parte nostra non possiamo che contestare al Comune di Pescara l'utilizzo, legittimo, ma pericoloso, del criterio del “massimo ribasso” nella aggiudicazione dei lavori di manutenzione del verde, che, fra l'altro, di fatto elimina dalla competizione le ditte locali ed abruzzesi».
Secondo Confcooperative sarebbe meglio utilizzare altre modalità di affidamento dei lavori, altrettanto legittime, quali l'inserimento della soglia di anomalia o gli affidamenti attraverso le leggi di sostegno alla
cooperazione agro-forestale.
«Normative che rimettono in gioco l'imprenditoria locale e favoriscono lo sviluppo del territorio», sostiene il presidente, «utilizzare queste o il massimo ribasso è un atto politico, che compete a Lei e alla Sua
Amministrazione. Speriamo in una inversione di tendenza».
11/06/2010 8.50

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