Lavoratori coop Agorà contro Acerbo: «tutelare i nostri diritti»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Una ventina di lavoratori dell’Agorà contro il consigliere di rifondazione Comunista Maurizio Acerbo che nei giorni scorsi ha contestato il bando dell’assistenza scolastica specialistica. ACERBO:«NON MI SEMBRA CHE I CRITERI DEL BANDO TUTELINO I LAVORATORI»

La protesta dall'esponente dell'estrema sinistra in Consiglio comunale era nata perchè a suo dire la cooperativa 'perfetta' per aggiudicarsi l'appalto del Comune di Pescara sarebbe stata l'Agorà, già finita nell'inchiesta ''Vestina'' del pm Gennaro Varone.
Un bando quasi su misura e «blindato» per aprire le porte alla cooperativa.
«Il consigliere insinua», denunciano i lavoratori, «che il bando venga fatto dal Comune ponendo paletti che limitano a giugno l'accesso ad alcune cooperative a favore della cooperativa Agorà. In realtà questi criteri, richiesti proprio dagli operatori, non servirebbero tanto per favorire la cooperativa ma per favorire proteggere e tutelare i lavoratori».
Prima che il Comune si decidesse di inserire i criteri di fatturato, spiegano i dipendenti della cooperativa «gli operatori che svolgevano questo tipo di servizio lo facevano sotto tale sfruttamento da parte delle cooperative che si arricchivano alle spalle di noi lavoratori con una tariffa oraria di 3.500 lire. Non esistevano diritti quali le festività, le ferie, le malattie, i permessi, il Tfr era calcolato nei casi più rossi in modo forfettario è arbitrario».
Anche oggi la situazione resta parecchio complicata: «oggi», continuano i lavoratori, «nessuno si preoccupa di non far trovare gli operatori del sociale nella stessa condizione in cui si trovano i lavoratori di Angelini, che nessuno ha protetto e tutelato quando era possibile ancora far qualcosa per loro».
«Noi», continuano i dipendenti, «già una volta siamo stati costretti a lottare da soli per il riconoscimento dei nostri diritti e oggi torniamo a dire e ribadire che siamo pronti a qualunque lotta accanto al Comune purché questo continui a tutelare solo ed esclusivamente i diritti di chi lavora nel sociale senza farsi sottomettere schiacciare da chiusa la politica fini esclusivamente cameratistici».
Gli operatori poi ribadiscono che questa «non è una battaglia per tutelare la singola cooperativa» ma «i diritti di tutti i lavoratori».
I lavoratori sostengono inoltre che la barriera costituita nel bando e legata al fatturato non sia poi così alto da impedire l'accesso ad altre cooperative.
10/06/2010 16.59

ACERBO:«NON MI SEMBRA CHE I CRITERI DEL BANDO TUTELINO I LAVORATORI»

«Devo dire che non mi sorprende questo intervento perché in anni di militanza mi è capiatato molte volte di essere attaccato da lavoratori che andavano in soccorso del proprio datore di lavoro. La cosa non mi stupisce e non la condanno moralisticamente perché è tipico di tempi di restaurazione come questi che tra i lavoratori sia scarsamente diffusa quella che chiamavamo “coscienza di classe”».
Maurizio Acerbo, non si tira indietro e spiega le sue ragioni ricordando come negli anni '90 chiedeva controlli e regole per le cliniche private e i dipendenti di Villa Pini che manifestavano contro le proposte del suo partito davanti alla Regione («i fatti, i conti e le inchieste ci hanno poi dato ragione»).
«Paradossalmente», spiega Acerbo, «una delle norme che chiedevamo di introdurre era proprio l'obbligo per le cliniche convenzionate di retribuire regolarmente i propri dipendenti. Ho denunciato gli abusi edilizi sulla spiaggia e i dipendenti di un noto miliardario mi hanno accusato di essere un “affamatore del popolo” perché la magistratura aveva riscontrato la fondatezza dei miei rilievi. Non continuo con gli esempi per non tediarvi. Mi sono sempre battuto contro la speculazione edilizia e mi hanno accusato di mettere in crisi l'occupazione. Personalmente credo che sia dovere di un consigliere comunale esercitare il ruolo ispettivo che gli è assegnato dall'ordinamento e di chiedere chiarimenti all'amministrazione. E' mio dovere», aggiunge, «chiedere lumi ed esprimere perplessità su una gara come ho fatto suscitando la vostra apprensione. Sarà compito di Sindaco, Giunta e dirigente competente fornire i chiarimenti sulle perplessità che ho esposto nella mia interrogazione. Perplessità che non sono soltanto mie se la stessa CGIL ha dedicato alla vicenda un comunicato».
Infine ilconsigliere dice chiaramente: «a me non sembra che i requisiti richiesti per la gara dal Comune di Pescara (quelli che hanno suscitato le mie perplessità) siano stati pensati per tutelare i lavoratori e non avrei nulla da ridire rispetto all'elaborazione di norme che vadano in tal senso».

12/06/2010 11.33