Orchestra del Marrucino: «chi ci vuole azzerare?»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. “Orchestrali spettrali”: si arricchisce di una nuova figura la polemica sul Teatro Marrucino e sul suo futuro.



CHIETI. “Orchestrali spettrali”: si arricchisce di una nuova figura la polemica sul Teatro Marrucino e sul suo futuro.

Dopo i timori espressi dall'Orchestra per le scelte dell'amministrazione comunale di Chieti, legate soprattutto alla figura del maestro Rendine che i “si dice” rilanciano alla guida artistica del Teatro (se ne era parlato anche in campagna elettorale), c'era stata la risposta di un gruppo di 32 persone in appoggio a questo progetto del Comune.
Questi firmatari ora sono definititi “orchestrali spettrali” in una lunga lettera spedita al sindaco Di Primio ed al presidente Chiodi e firmata da 42 orchestrali che si definiscono la “vera orchestra del Marrucino”.
Con tanto di firme e di curriculum per chiarire le rispettive qualifiche e le attività svolte almeno da più di 10 anni nel Teatro, il maestro Patrick Murray (che molti ricordano alla guida dell'orchestra della d'Annunzio), Guglielmo Palazzese, Tino D'Angelo, Alfonso Giancaterina, Giovanni Pantalone, Adriano Iannucci e Marco Felicioni a nome degli altri contestano un «fantomatico progetto di riforma per il riordino del settore culturale abruzzese» - a firma del maestro Sergio Rendine - che girerebbe in questi giorni.
I professori del Marrucino giudicano questo progetto solo come motivato «dall'intento di smantellare l'Orchestra dovuto alla ferrea volontà di vendetta» di Rendine.
«Noi azzerati? E perché – si chiedono gli orchestrali – dovremmo essere promossi per tutto quello che abbiamo fatto ed ora ci tagliano? Attenzione – scrivono nella lettera – già in passato c'è stato un progetto fallimentare dello stesso maestro, quindi pensateci bene anche perché Rendine non ha un ruolo ufficiale nel Teatro e non solo lì. Ha solo un passato che non lo abilita a decidere del nostro futuro».
Anche le polemiche strumentali di essere parte dell'associazione San Ferdinando che ha gestito il Teatro negli ultimi anni sono significative in questo clima di caccia alle streghe:«noi siamo stati costretti ad aderire a questa associazione per garantire il lavoro agli orchestrali, ma nel Cda siamo solo il 7% dell'Orchestra – scrivono nella lettera – quindi fu una scelta di lavoro e non di condivisione del progetto che comunque ci ha fatto lavorare. Cosa che chiediamo anche al sindaco Di Primio ricordandogli che noi non siamo mai stati sciolti».
Infine un appello: «noi orchestrali del Marrucino comprendiamo i sacrifici che oggi tutti debbono fare e non chiediamo la stabilizzazione dei nostri posti di lavoro – scrivono nella lettera – chiediamo solo il riconoscimento di quello che siamo e di quello che abbiamo fatto».

s. c. 10/06/2010 14.55