Villa Pini, entro giugno riparte l'attività

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Sottoscritto finalmente il contratto di manutenzione tra Villa Pini ed una multinazionale per l'assistenza dei macchinari della clinica, dalla Tac ai normali ecografi, alla strumentazione cardiologica.


Tradotto operativamente questo adempimento burocratico è quello che apre la strada alla possibilità reale della Clinica di ripartire con la Radiologia, che significa il trasferimento a Villa Pini delle mammografie della Asl di Chieti, come promesso dal manager Francesco Zavattaro e come richiesto dalle liste d'attesa chilometriche che l'ospedale non riesce a smaltire.
Viaggia così, sotto traccia e senza molti clamori, il processo di rilancio di Villa Pini e delle altre società fallite del gruppo Angelini.
E' un incontro continuo tra il direttore sanitario Romoli con i tecnici della Asl e della Regione, ma anche con quelli delle ditte private che orbitano attorno a Villa Pini, e c'è una consultazione quotidiana con i medici e gli infermieri della clinica per appianare vecchi problemi o risolvere quelli nuovi.
Su un altro piano più istituzionale si muove invece il curatore fallimentare Giuseppina Ivone, con funzioni diverse di direttore d'orchestra.
In questi giorni, ed anche oggi, parteciperà all'ennesimo incontro con Asl e Regione per sbloccare definitivamente il contenzioso sui circa due milioni di euro che la curatela aspetta di ricevere e che finora non sono usciti dalle casse della Asl di Chieti, i cui funzionari – supportati dagli avvocati della Regione – sembrano restii o preoccupati ad erogare in quanto ci sarebbero crediti altrettanto importanti che la Asl vantava nei confronti di Angelini.
Anche se, come è stato più volte ribadito, la compensazione tra debiti e crediti in una procedura fallimentare ha regole ferree da seguire ed esclude il “fai da te”.
Cioè il curatore deve per legge ricostruire la massa attiva e quella passiva (i crediti ed i debiti) e poi passare ai pagamenti in moneta fallimentare: se tutti i crediti compensano i debiti, i debitori saranno pagati al 100%, altrimenti la percentuale sarà ridotta a cifre anche di molto inferiori.
Il tentativo di resistenza a pagare da parte della Asl di Chieti sembra però più dovuto a timori atavici (in passato, infatti, molti di quelli che hanno avuto rapporti con Villa Pini si sono infatti trovati in qualche difficoltà amministrativa) che a un sostanziale diniego “a prescindere”.
Anche il manager sembra sembra più morbido dopo l'iniziale diniego e quindi è probabile che oggi il curatore, dopo l'incontro con gli avvocati della Regione, possa portare a casa questo tesoretto che metterebbe in sicurezza l'esercizio provvisorio.
Lo stato dell'arte della possibile ripresa dell'attività della clinica prevede dunque che entro il mese di giugno cominceranno ad affluire i pazienti, provenienti in parte dalle liste di attesa della Asl ed in parte dal libero mercato per tutte quelle prestazioni che la Regione ha riconosciuto.
Non c'è però solo Villa Pini con le sue prestazioni nell'agenda del curatore.
Sempre in questi giorni la riabilitazione psichiatrica, il San Stefar, Maristella e le altre società fallite sono oggetto di trattative per il rilancio.
Addirittura anche le società non fallite, come “La Cicala” di Atessa di cui il curatore (essendo subentrato ad Angelini) si trova ad essere il socio di maggioranza, sono state oggetto di attenzione. Per la Cicala in particolare, anche per le insistenze del sindaco di Atessa, sarà convocata a breve l'assemblea dei soci per decidere soluzioni operative.

Sebastiano Calella 10/06/2010 10.38