Italia Nostra chiede l'apposizione del vincolo sulla Centrale del latte

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Italia Nostra lancia un appello per la salvaguardia del patrimonio architettonico del Novecento.
Con una lettera indirizzata alla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per l'Abruzzo, il Consiglio regionale dell'Associazione, informato della imminente demolizione della Centrale del latte di Pescara, ha chiesto che l'edificio sia sottoposto a formale tutela ai sensi del decreto legislativo 42/2004 - Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Adibita sin dal 1932 alla funzione che ancora oggi la denomina, «la Centrale del latte», spiegano da Italia Nostra, «rappresenta un esempio significativo di architettura del periodo di fondazione della
Città, accanto al Liceo-Ginnasio "Gabriele d'Annunzio", alla Casa del Balilla, alla cattedrale di S. Cetteo, all'Ospedale civile. Monumentalità e simmetria sono le caratteristiche salienti dell'edificio di Via del Circuito: un caso d'interesse proprio in relazione al rango di edificio produttivo, dove le scelte compositive e l'efficace quanto lineare lessico formale sottolineano il ruolo pubblico della struttura».
La particolare vulnerabilità dell'architettura del primo Novecento, in gran parte non ancora sottoposta a vincolo - si ricordano anche i casi che hanno interessato di recente la sede della Società operaia di mutuo soccorso e l'ex Fater -, rende indifferibile per Italia Nostra «un'organica azione di tutela, perché resti memoria del patrimonio storico-testimoniale del secolo appena
trascorso e non siano cancellati per sempre i segni della storia moderna della Città di Pescara».

10/06/2010 8.56