Cupello si candida per impianto di rifiuti alternativo alle discariche

Alessandro Biancardi

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CUPELLO. E' stata approvata nel corso dell'ultimo Consiglio comunale la mozione di candidatura del Comune di Cupello ad accogliere un impianto che chiuda il ciclo integrato di rifiuti presso il Civeta e il recepimento della Legge Regionale sul commercio.



«Il primo documento», spiega il primo cittadino Angelo Pollutri, «non preclude l'attività di valorizzazione della raccolta differenziata ai massimi livelli ma vuole essere un'attività di salvaguardia del territorio che è sottoposto a continui stress dovuti a presenze di discariche».
In Abruzzo è vicina l'emergenza rifiuti e la sola raccolta differenziata non rappresenta l'unica soluzione, si dicono convinti da Cupello: «occorrono scelte coraggiose nel rispetto delle norme vigenti sulla salute pubblica e sulla salubrità ambientale e tra il perpetuarsi di attività di scavo e interro dei rifiuti, l'Amministrazione Comunale di Cupello si candida ad ospitare sul proprio territorio una possibilità di soluzione alternativa alle discariche».
Anche il recepimento della Legge Regionale sul commercio è stato approvato all'unanimità dal Consiglio. Lo strumento di programmazione prevede il rispetto della coincidenza tra Programmazione Urbanistica del Piano Regolatore Esecutivo vigente nel Comune di Cupello ed il nuovo strumento di programmazione commerciale.
«Infatti», spiega Pollutri, «sono previsti insediamenti commerciali fino a 150 metri di superficie nel Centro Storico la media distribuzione, fino a 1.500 metri nelle zone di espansione e nelle aree commerciali presenti nel Piano Regolatore Esecutivo del Comune ed è inoltre prevista la possibilità di insediamenti commerciali per la grande distribuzione nelle aree confinanti con altre regioni, e precisamente nell'area denominata Bufalara di Cupello».
Soddisfazione da parte del sindaco per «l'atteggiamento positivo e propositivo» di tutto il Consiglio: «i provvedimenti votati all'unanimità dimostrano che quando al centro dell'interesse delle comunità vi è un interesse generale, nel nostro caso lo sviluppo economico e sociale, si svolge un reale servizio nei confronti della cittadinanza amministrata, e non si assiste alle deplorevoli implosioni di maggioranze con guerre tra bande».

09/06/2010 15.03