La Asl di Chieti non paga debiti per 2mln: l’Ipab sul piede di guerra

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CHIETI. «Quello che mi sconcerta e mi rattrista profondamente è l'atteggiamento del manager della Asl di Chieti Francesco Zavattaro, che continua a non rispondere alle nostre lettere e a non fornire giustificazioni sui ritardi nei pagamenti delle nostre spettanze che, in alcuni casi, risalgono addirittura al 2007».


Il presidente degli Istituti Riuniti di assistenza di Chieti, Marco Ferri, è sul piede di guerra. Ad oggi la Asl di Chieti deve infatti all'ente oltre 2 milioni di euro, così suddivisi: 317mila euro per saldo rette 2007, 397mila euro per saldo rette 2009, un milione e 300mila euro relativi alle rette gennaio-aprile 2010, oltre a 300mila euro di crediti nei confronti della ex Asl Lanciano-Vasto.
«Questi ritardi ci stanno mettendo in ginocchio – spiega Ferri – e sono a rischio concreto anche gli stipendi dei 101 dipendenti, che a breve non saremo più in grado di pagare. La Asl invece rimane indifferente a questa situazione, nonostante sia obbligata in solido con l'Ipab al pagamento degli stipendi al personale. Vorremmo capire come Zavattaro abbia intenzione di gestire gli enti convenzionati con l'azienda sanitaria. Un gioco da ragazzi per uno come lui che viene dalla Bocconi e che dovrebbe ben sapere come muoversi».
L'inerzia della Asl sta costringendo l'Ipab ad un pesante indebitamento con le banche per pagare stipendi e fornitori, molti dei quali minacciano di sospendere le proprie prestazioni. Un indebitamento che ha costi notevoli, che portano a distogliere ingenti risorse dall'attività istituzionale dell'ente.
«Eppure – continua Ferri – la legge obbliga la Asl a pagare le fatture entro 60 giorni dall'emissione. Se questo atteggiamento dovesse persistere da parte dell'azienda sanitaria, si arriverebbe all'interruzione di un pubblico servizio, di cui Zavattaro sarebbe corresponsabile. Senza considerare il fatto che non è giustificabile che i dipendenti della Asl abbiano diritto puntualmente allo stipendio mensile, mentre i dipendenti delle strutture convenzionate non possano contare su nessuna garanzia».

09/06/2010 14.09