Pescara in Comune: «i cittadini hanno dimenticato che la città ha un porto»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2400

PESCARA. «I cittadini credo che oramai abbiano dimenticato che Pescara è dotato di un porto commerciale con vocazione anche turistica, nel senso non di porto turistico per barche da diporto, ma di traffici di passeggeri tramite traghetto».


L'allarme sul porto che muore lo lancia Stefano Murgo per l'associazione Pescara in Comune by Amici di Beppe Grillo che si domanda come mai una risorsa del genere non venga valorizzata a dovere.
Così la «memoria si perde ai tempi della famosa “Tiziano” che collegava quotidianamente Pescara con l'altra sponda dell'Adriatico portando con se traffico di merce e soprattutto di passeggeri. Era una sola nave, ma una linea importante di collegamento, ora usano chiamarli “corridoi”».
«In un periodo di fortissima contrazione economica», spiega Pescara in Comune, «in una città a vocazione anche turistico ricettiva, la perdita o la totale inesistenza di un collegamento marittimo o più collegamenti marittimi ( Croazia, Montenegro, Grecia, Albania ) sono un grandissimo danno all'indotto che ne deriva. In soldoni, commercianti, albergatori, balneatori, ristoratori, ecc.ecc. hanno un danno tangibile di mancato introito, per non parlare di posti di lavoro persi. Date uno sguardo ad Ancona e Bari e vi renderete conto di cosa voglia dire la parola “indotto”, noi che siamo in una posizione invidiabile e ben collegata viviamo una situazione drammatica senza motivo apparente».
Le condizioni del porto oggi sono veramente critiche per i famigerati problemi di fondali che si insabbiano a ritmi vertiginosi a causa del fiume che naturalmente porta detriti alla foce e degli errori progettuali degli anni '90 che hanno generato la morte del porto di Pescara.
L'associazione Pescaraincomune by amici di Beppe Grillo chiede all'amministrazione comunale, provinciale e regionale, «visto che tra l'altro sono tutte dello stesso colore politico, di attivarsi per il rilancio fattivo del porto di Pescara. Questo si traduce in un dragaggio costante se non nell'acquisto di una draga che possa operare costantemente anche su più porti, ed una volta risolto il problema dragaggio, in un rilancio e pubblicizzazione del porto di Pescara verso gli armatori e tutti coloro che possano investire con nuove linee commerciali turistiche».
La giunta D'Alfonso aveva anche varato un progetto di massima per porre rimedi al progetto ed emendarlo, un progetto già costato caro per i diversi studi ma che necessita di una cifra vicina agli 80milioni per poter essere realizzato.
Di quella idea non se ne parla più e la politica che arranca preferisce essere scossa di tanto in tanto dalle polemiche sui fondali bassi e sul dragaggio.
«Invito tutti i cittadini», chiude Murgo, «a venire a vedere i lavori che stanno effettuando all'interno del porto canale. Rotatorie, cancelli, passaggi elettrici per meglio veicolare il traffico merci e passeggeri. Non voglio inveire sulle cifra spesa per queste opere…Ma quale traffico dobbiamo smistare?? Quest'anno la Snav ( il collegamento veloce con la Croazia ) effettuerà il collegamento per poco più di un mese (fino a qualche anno fa per oltre tre mesi ) e l'amministrazione attuale elogiava la cosa come un successo».
09/06/2010 9.54