Filovia, incarichi, conflitti. Mascia sfugge, il Pd lo interroga

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Filovia, incarichi, conflitti. Mascia sfugge, il Pd lo interroga
PESCARA. Dopo settimane di ricerche e chiarimenti sul conflitto di interessi del dirigente fiduciario Taraborrelli, direttore dei lavori per la filovia e incaricato dal Comune per decine e decine di incarichi negli ultimi 10 anni, il Pd insorge.
L'opposizione con un'interrogazione tira in ballo anche altri incarichi esterni «illegittimi» conferiti dal sindaco Albore Mascia, ora chiamato per forza a rispondere.
Il primo cittadino volutamente ha eluso più volte le nostre domande e richieste di chiarimento sulla questione, evidentemente troppo impegnato in cose più serie. Ora però sarà costretto a dare spiegazioni ai cittadini.
Eppure tra le sue linee di mandato c'è proprio il capitolo: «efficienza, trasparenza e serietà amministrativa».
Un cavallo di battaglia elettorale che ha funzionato a meraviglia contro un Pd decapitato dalle inchieste della magistratura.
Peccato che ora ci sia qualche difficoltà ad applicarlo appieno.
Adesso il gioco a parti invertite vuole che sia quello stesso Pd a chiedere chiarezza su «incompatibilità e conflitti di interessi» denunciando un sindaco impantanato «nella palude delle cambiali elettorali».
Se il sindaco ha preferito non rispondere dal vivo alle domande di PrimaDaNoi.it, ora non è più il momento di temporeggiare. Dovrà rispondere all'interrogazione del Pd appena presentata. A fare da apripista fu l'interrogazione del consigliere comunale di Montesilvano, Gabriele Di Stefano (Pd), dalla quale si scoprì che l'allora dirigente ai Lavori Pubblici (a Montesilvano) aveva chiesto l'autorizzazione a svolgere la direzione dei lavori della filovia come libero professionista (per conto della Sir che egli stesso presiede) solo tredici mesi dopo l'incarico da dirigente presso il Comune.
Ora la situazione si replica a Pescara, dove per giorni c'è stato un assordante silenzio di maggioranza e opposizione.
Per non parlare del diretto interessato, Taraborrelli, che ha preferito lasciare la patata bollente all'amministrazione senza dare risposte in merito.
Comunque secondo quanto dicono il consigliere Lorenzo Sospiri (Pdl) e la dirigente del personale Maria Gabriella Pollio, l'autorizzazione è stata richiesta e concessa con il silenzio assenso del Comune di Pescara.
Ma un altro problema si pone: quando Taraborrelli ha accettato l'incarico di dirigente a Pescara aveva già l'incarico da direttore dei lavori per cui l'incarico dirigenziale sarebbe stato incompatibile. Secondo questa scuola di pensiero a questo punto ad essere in bilico sarebbe l'incarico fiduciario conferito dal sindaco Mascia.
Ma secondo il Pd, il punto sarebbe l'incompatibilità dei due incarichi in capo a Taraborrelli: direttore dei lavori della filovia e dirigente del settore Lavori Pubblici.
In buona sostanza la normativa stabilisce che le prestazione professionali occasionali sono compatibili con incarichi pubblici, mentre rientra nel regime dei divieti assoluti il fatto di avere una partita Iva aperta per attività extra lavorative.
Secondo la dirigente Pollio, i due incarichi sarebbero perfettamente compatibili «come previsto dalla circolare della funzione pubblica n.3 del 1997 che prevede proprio la fattispecie della direzione dei lavori».
Dopo aver richiamato tutta la normativa atta a dimostrare l'incompatibilità degli incarichi, il Pd ha chiesto al sindaco: «in che data Taraborelli ha sottoscritto il contatto di lavoro con il Comune di Pescara. Se, come da legge e per consuetudine, lo stesso ing. Taraborrelli ha sottoscritto, con la firma del contratto, l'atto d'obbligo di rinuncia o cessazione delle attività professionali in corso al momento della nomina».
Il Pd chiede inoltre in che data Taraborelli, in qualità di dirigente del Comune di Pescara, ha comunicato all'amministrazione dello stesso Comune l'esistenza di suoi rapporti professionali extra incarico dirigenziale e in che data, con quale provvedimento ed in che termini è stato eventualmente autorizzato il dirigente comunale Taraborelli a svolgere attività professionale al di fuori dell'incarico di dirigente pubblico assunto presso il Comune di Pescara.
Nella eventualità che lo stesso dirigente sia stato autorizzato a svolgere l'incarico di direttore dei lavori per il progetto della filovia, aggiunge il Pd, sarebbe interessante sapere quale è stata la valutazione tecnico-giuridica che ne ha consentito di superare l'evidente conflitto che lo avrebbe visto ricoprire il doppio ruolo di controllare (in quanto dirigente del Comune di Pescara) e controllato (in quanto direttore dei lavori).

GLI ALTRI INCARICHI «ILLEGITTIMI»

E' sempre il Pd a bacchettare il sindaco richiamando l'attenzione su alcune nomine fatte dal sindaco Mascia all'indomani della sua elezione.
Infatti era il 3 luglio 2009 quando il sindaco ha conferito all'avvocato Giuliano Grossi l'incarico di “Coordinatore degli uffici di staff del Sindaco nei rapporti con la Direzione Generale, Segreteria Generale, il Settore Gabinetto del Sindaco e sovrintendenza del protocollo cerimoniale”, determinando un corrispettivo mensile netto di 2.400,00 euro. Una consulenza esterna.
«Era un incarico ai sensi dell'art.110 (d.lgs.267/2000), quindi un incarico ad alta professionalità», ha spiegato il consigliere Pd, Enzo Del Vecchio, «ma il Comune non aveva espletato tutte le procedure che il Consiglio dei Ministri e il dipartimento della Funzione pubblica prevedevano. Ma soprattutto in un periodo di tagli delle consulenze non potevano essere prese».
Sulla questione il Pd, dopo aver ricevuto una «risposta blanda ed evasiva dall'amministrazione», ha interessato la Funzione Pubblica che non si è ancora pronunciata.
Secondo la normativa un ente pubblico può avvalersi della consulenza solo dopo aver verificato di non avere professionalità adatte a svolgere le mansioni previste.
In più la consulenza deve essere di natura temporanea e altamente qualificata, nonché indirizzata ad un progetto specifico e limitato nel tempo.
Un principio troppo spesso “dimenticato” e sul quale bisognerebbe porre maggiore attenzione anche per evitare spese inutili.
La Corte dei Conti, in una sentenza del 97, definisce il ricorso alla consulenza una «situazione straordinaria». Diventata invece una consuetudine per inserire in amministrazioni persone vicine, amiche e creditrici (magari di qualche voto).
Oltre all' incarico in Comune, l'avvocato Grossi è stato nominato Difensore Civico Regionale.
Stessa situazione, secondo il Pd, per l'incarico conferito, all'architetto Michele Lepore, di “collaborazione ad alto contenuto di professionalità” a supporto dell'attività del Sindaco con per un corrispettivo complessivo annuo di euro 25.000,00.
Altro che progetto ben definito, qui il consulente deve sapere un po' di tutto e spaziare in tanti campi: progetti speciali e strategici, area di risulta ex tracciato Fs, area ex Cofa; riqualificazione urbana, arredo urbano, strade e piazze;riqualificazione energetica e sostenibilità ambientale; attuazione del programma (individuazione delle problematiche, attività di supporto all'organizzazione del consenso, definizione delle attività e delle professionalità dell'ufficio tecnico interno al Settore della Riqualificazione Urbana).
Nessuno nel personale comunale capace di svolgere le stesse mansioni?
Pare di no.

Manuela Rosa 09/06/2010 10.13

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