Furia distruttiva e alcool:arrestato nuovamente rom coinvolto in omicidio Fadani

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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GIULIANOVA. Quasi una intera città messa a soqquadro da un uomo in preda alla follia distruttiva. Ubriaco ha perso il controllo di sé ed ha provocato danni e si è dato alla fuga.
Si è innescata una caccia all'uomo e si è sfiorata una tragedia. Il protagonista è il rom già arrestato per l'omicidio Fadani. Naturalmente era nuovamente libero.
E' stato arrestato ieri sera Sante Spinelli, 26 anni residente ad Alba Adriatica e domiciliato a Giulianova. Per lui l'accusa è di aver provocato danni e lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.
I carabinieri di Giulianova, agli ordini del luogotenente Antonio Longo, nella tarda serata di ieri, hanno tratto in arresto l'uomo già noto alle forze dell'ordine per i suoi trascorsi giudiziari.
Si sono vissuti attimi di ordinaria follia in pieno centro a Giulianova.
Spinelli in preda ad un evidente stato di ebbrezza alcolica si era disteso a terra in mezzo alla strada.
Alcuni passanti, credendo fosse stato colto da un malore, hanno chiamato subito il 118, intervenuto poco dopo sul posto.
I sanitari, tuttavia, sono stati i primi ad essere testimoni della furia dell'uomo il quale ha cominciato a colpire l'ambulanza con calci e pugni provocando l'ammaccatura del cofano anteriore e dello sportello destro, nonchè la rottura del paraurti anteriore.
Subito dopo Spinelli si è allontanato di corsa.
Durante la fuga, non contento di quello che già aveva fatto, ha lanciato una pietra su un'autovettura in transito colpendo per fortuna solo il montante anteriore sinistro provocandone l'ammaccatura.
A questo punto è stato dato l'allarme ai carabinieri e, considerato la situazione, sono state allertate tutte le autovetture che hanno provveduto a circondare la zona.
Poco dopo Spinelli è stato localizzato lungo la Via Morandini e, alla vista dei militari, allo scopo di sottrarsi al controllo e darsi alla fuga, si è dapprima scagliato repentinamente sull'autovettura di servizio colpendola con calci e pugni, tanto da provocare l'ammaccatura dello sportello anteriore, per poi ingaggiare una colluttazione con i militari.
Con non poche difficoltà, i militari sono riusciti ad immobilizzare l'uomo piuttosto corpulento e dalla grande forza, grazie anche alla collaborazione di alcuni parenti del rom che nel frattempo erano intervenuti sul posto.
Dopo le formalità di rito, Spinelli, è stato tratto in arresto con una lunga sfilza di reati, resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale, danneggiamento aggravato continuato e ubriachezza molesta, e tradotto alla Casa Circondariale di Teramo in attesa dell'udienza di convalida.

LE POLEMICHE E I TRASCORSI DI SPINELLI

Spinelli è accusato, assieme ad altri due zingari, i cugini Danilo ed Elvis Levacovich, di aver ucciso la notte sull'11 novembre scorso, ad Alba Adriatica, il commerciante Emanuele Fadani di 37 anni.
Contro la scarcerazione di Spinelli, decisa il 2 marzo scorso dal Gip gip del tribunale di Teramo, Marina Tommolini, avevano fatto ricorso il procuratore Gabriele Ferretti e il sostituto Roberta D'Avolio.
Il giudice motivò la remissione in libertà con il venire meno di evidenze probatorie nei confronti di Spinelli.
Il riferimento era alla perizia tecnica sul filmato di una videocamera di sorveglianza, che avrebbe sostenuto quella medico-legale secondo cui Emanuele Fadani sarebbe stato ucciso con un solo colpo, verosimilmente un violento pugno alla testa, sferrato da uno dei tre zingari indagati, che non era Sante Spinelli.
Fadani fu ucciso all'uscita di un pub dove si era intrattenuto per alcuni minuti con quelli che successivamente vennero indicati come i suoi aggressori.
Il commerciante fu affrontato, sembra per futili motivi, e malmenato a morte.
Dopo la tragedia l'intera Alba Adriatica si è stretta intorno ai familiari del giovane e non sono mancati momenti di tensione con la comunità rom.
09/06/2010 9.46

FORZA NUOVA: CORTE A ALBA ADRIATICA E MONTESILVANO

Il movimento Forza Nuova annuncia lo svolgimento di due cortei nelle città di Montesilvano e Alba Adriatica nelle prossime settimane.
«Se è vero che dagli omicidi Fadani e De Meo e dalla gambizzazione di un barista a Montesilvano le forze dell'ordine stanno, incessamente, producendo sequestri», commenta Marco Forconi, «è anche vero che dall'altra parte, la comunità rom, dopo un relativo e breve periodo di calma, ha ricominciato a creare disagi alla popolazione. Non potranno essere più tollerate, in alcun modo, aggressioni o episodi delittuosi nei confronti di cittadini inermi e pertanto si invita alla mobilitazione popolare, sin d'ora tutti gli abitanti delle province di Teramo e Pescara.
Nessuno vuole una guerra civile, ma pretendiamo che le istituzioni prendano coraggio ed inizino ad isolare con determinazione e coraggio gli elementi nocivi all'interno delle varie comunità rom».

09/06/2010 18.11

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