Raddoppio discarica in mano ai privati, tensioni nel Teramano

Alessandro Biancardi

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NOTARESCO. Ormai sembra tutto pronto: a fine maggio la conferenza di servizio ha approvato il raddoppio della discarica di Grasciano, dando così di fatto il via libera al progetto della Sogesa Spa di Notaresco.


La compagine sociale è al 51% in mano al Cirsu, consorzio intercomunale Rifiuti solidi Urbani e al 49% all'Aia, Abruzzo Igiene Ambientale. L'Aia ha sua volta è per il 60% controllata dalla Deco, di proprietà della famiglia Di Zio.
Ma il consigliere regionale dell'Idv, Cecè D'Alessandro annuncia battaglia: «se il progetto andrà in porto vorrà dire che io, insieme ai cittadini che vorranno farlo con me, prenderò la strada della Procura della Corte dei Conti per richiedere formalmente un immediato intervento finalizzato a ricostruire gli ultimi anni di gestione ed a intervenire contro i responsabili della dissipazione del pubblico denaro»
La discarica, che ha già ricevuto il via libera dal Comitato regionale Via, dovrebbe avere una capienza di 485.000 metri, allargabile fino ad un milione, e sarà prioritariamente adibita al conferimento di rifiuti urbani ed assimilati dei sei comuni del comprensorio Cirsu di quelli dell'ambito territoriale ottimale della Provincia.
Al suo interno potranno essere conferiti anche rifiuti speciali non pericolosi derivanti da attività imprenditoriali nei confronti di terzi della Sogesa Spa.
E queste sono settimane difficili per la Sogesa stessa che sta gestendo l'emergenza dell'impianto di compostaggio di Grasciano che è fermo e non può ricevere i rifiuti organici raccolti dalla Team con il “porta a porta”.
I rifiuti, infatti, vengono dirottati al momento, e non si sa ancora per quanto, negli impianti di Carpi e Cesenatico (con aumento dei costi) per un problema di smaltimento delle scorie. Si era pensato, hanno spiegato dalla Team, anche di portare tutto in discarica ma si sarebbe così vanificato il lavoro di smistamento fatto dai cittadini.
E per un problema da risolvere (non si conoscono ancora i tempi necessari per riportare tutto alla normalità) la strada sembra invece tutta in discesa per la nuova discarica.
E proprio questo fa infuriare D'Alessandro: «dal 2006 ad oggi – ha spiegato il consigliere regionale - il costo per tonnellata dei rifiuti è passato da 60 euro a 170 euro. Le bollette per i cittadini si sono triplicate, mentre stipendi, salari e pensioni sono rimasti fermi; sono saliti di numero solo i disoccupati»
«Adesso basta», ha chiesto l'esponente dell'Idv. «Si vuole affidare ai privati un affare da 60 milioni di euro, mentre sarebbe necessario che i Comuni consorziati costruissero direttamente la discarica. Ciò garantirebbe di coprire i buchi delle passate gestioni e di dare ossigeno alle casse del Cirsu, svuotate dal disastro finanziario del passato».
D'Alessandro chiede una scelta di campo «che deve investire tutti con coraggio, chiarezza e trasparenza, a partire dal Pd teramano nostro principale alleato».
Nei giorni scorsi anche il coordinamento teramano della Sinistra Ecologia e Libertà aveva ribadito l'importanza che la discarica rimanga di proprietà della società pubblica Cirsu, già titolare del primo invaso.
«Perché i comuni dovrebbero cedere ad una società mista, di cui detengono solo il 51% delle azioni, una discarica il cui valore di mercato è di circa 60 milioni di euro lordi? E, nel caso si facesse ciò, dov'è la quota corrispettiva che dovrebbe conferire il socio privato che detiene il 49% di Sogesa?».
Settimane sempre più difficili per la questione rifiuti dove si annidano sempre più ombre sull'operato del passato.
09/06/2010 9.07